«Cosa pensa la sindaca di Torino su Sicurezza e Immigrazione?». È quanto si domando i consiglieri comunali di Torino del Partito Democratico, che hanno, però, già una risposta, dopo la discussione in Sala Rossa: «Tutto e niente purché nessuno si offenda».

Infatti, secondo i Dem, «a fronte delle richieste sugli effetti dell’applicazione della Legge Sicurezza e Immigrazione e i rischi per l’aumento di situazioni di irregolarità che genererà sul territorio delle persone uscite da Centri di Accoglienza Straordinaria e SPRAR con permessi umanitari non più riconosciuti che comunque permarranno sul territorio; ai rischi anche per la salute individuale e pubblica che la mancata attribuzione di residenza può generare; ai rischi derivanti dall’impossibilità della Città di governare le presenze sul territorio in assenza di iscrizione anagrafica; ai maggiori costi che graveranno sulla Città per le situazioni dei vulnerabili e dei minori; al venir meno dei diritti fondamentali costituzionalmente riconosciuti alle persone».

«Appendino – aggiungono dal Pd – si è limitata a elencare le richieste fatte da ANCI al Governo, definendo ciò un grosso passo avanti. Tale posizione elude il merito della questione, non prende posizione nel merito dei rischi di illegalità e/o occupazioni come già avvenuto con la chiusura, richiamata anche dall’assessora Schellino, dell’emergenza Nord Africa, non sostiene i percorsi di “buona integrazione” avviati sul territorio».

«Il Gruppo Pd – concludono – si attiverà al fine di riportare la discussione in Consiglio Comunale».