Nove fratelli, cinque calciatori

Sembrano voler uscire dalle vecchie foto in bianco e nero quasi con sfrontatezza, i fratelli Sentimenti. Fisico tarchiato ma atletico e forte, guardano l’osservatore con una postura da sfida. D’altra parte sono romagnoli, buon sangue non mente.

«Vieni qui, vieni a giocare con noi e vediamo come finisce», sembrano dire.

Nove fratelli, cinque dei quali (Ennio, Arnaldo, Vittorio, Lucidio e Primo) diventati calciatori. Tanto che, per non commettere errori, sono passati alla storia con il numero romano che li distingueva. Il più famoso dei cinque, l’unico a vantare alcune presenze in Nazionale e una lunga carriera nella Juventus è Lucidio, meglio noto come Sentimenti IV.

Lucidio Sentimenti IV

Lucidio, quarto dei nove fratelli, nasce a Bomporto nel 1920. Innamorato del pallone fin da ragazzino, inizia la sua carriera nel Modena con una lettera di presentazione che passerà alla storia: «Ho quasi quindici anni, faccio il garzone calzolaio a 15 lire la settimana, vorrei giocare. Va bene qualsiasi ruolo. Anche portiere». Viene subito accontentato. È l’inizio di una carriera leggendaria.

Alto 1.70 m, sicuramente non ha il fisico dei portieri di oggi, ma di grinta, quella sì, ne ha da vendere. E anche il piede non è affatto male. Tra i pali è sfrontato: spesso esce con il corpo all’indietro e le gambe protese in avanti, senza paura, sprezzante del pericolo e dell’incolumità degli avversari. Le uscite con i piedi uniti diventeranno il suo marchio di fabbrica.

Il grande Gianni Brera, proprio per il tempismo che lo contraddistingueva nelle uscite, lo descriverà come un “freddissimo determinista, dotato di una astuzia luciferina”.

Nel 1942 viene acquistato dalla Juventus, dove rimarrà fino al 1949 e dove vivrà i momenti più importanti della sua carriera. Lì ritroverà anche suo fratello Vittorio Sentimenti III.

Un portiere decisamente fuori dalle righe

Cosa dire di Lucidio. Se non che la sua carriera di portiere è decisamente anomala. Basta un dato: è il portiere ad aver realizzato più goal nella storia della Serie A. Come è possibile? Beh, Lucidio con i piedi non se la cavava affatto male. E così, durante i campionati di guerra, a causa di un infortunio alle dita di una mano viene schierato per qualche partita come ala destra: segnerà diversi goal. A questi si aggiungeranno quelli segnati su rigore negli anni successivi.

Uno di questi sarà incredibilmente realizzato al fratello Arnaldo (anche lui portiere) su rigore nel 1942. Arnaldo (Sentimenti II), dopo aver parato nove rigori di fila subisce gol proprio da Lucidio: indispettito, si mette a rincorrere il fratello goleador per tutto il campo, tra lo stupore generale. Non si parleranno per due anni.

In effetti, a parte questo tragicomico episodio, giocherà spesso a fianco e contro i suoi fratelli rimanendo, ad oggi, l’unico giocatore ad aver totalizzato, nella massima serie, presenze sia come portiere che come giocatore di movimento.

L’11 maggio del 1947 ha un altro merito: in occasione della partita della Nazionale Italia – Ungheria, giocata a Torino, è l’unico giocatore schierato in campo a non far parte del Grande Torino.

E proprio al Grande Torino è legato un altro aneddoto su Sentimenti IV, questa volta molto triste. Lucidio era infatti molto amico di un’altra leggenda del calcio italiano, il portiere degli Invincibili, Valerio Bacigalupo. Stesso ruolo, entrambi arrivati a Torino molto giovani, erano spesso insieme nei momenti liberi in città. Si consigliavano, parlavano di calcio, cercavano di aiutarsi l’un l’altro pur appartenendo a due squadre rivali assolute. Il Torino era Grande, la Juventus tentava di risorgere per tornare ai fasti del quinquennio. I giornalisti pensavano ad una rivalità vista la situazione, ma la loro era vera amicizia. Un’amicizia che consentì, quel terribile 4 maggio del 1949, di riconoscere i resti del numero 1 granata tra i rottami dell’aereo maledetto. Dalla tasca di una giacca strappata spuntava infatti una foto: erano Valerio e Lucidio, abbracciati. Bacigalupo l’aveva portata con sé anche durante l’ultima trasferta.

L’ultimo record

Sentimenti IV morirà, a 94 anni, nel 2014. Non prima però di aver realizzato l’ennesimo record: nel 2011 sarà il più anziano calciatore ancora vivente al quale la Juventus dedicherà una delle stelle del nuovo Stadio appena costruito.

A 91 anni entra nello stadio con gli occhi lucidi, per ricevere il giusto tributo, e viene salutato da un boato: quanti ricordi devono essere tornati in mente a Lucidio durante quei rumorosi secondi. Una carriera infinita, la sua famiglia, le sue spericolate uscite. Lo speaker ripete al microfono: «Testimone della nostra storia, un nome che tutti quanti abbiamo sentito: è bello che questo campo nasca con il suo sorriso a centrocampo. Una leggenda juventina e una leggenda del calcio in tutto il mondo».

Sicuramente, dall’alto, i suoi fratelli lo stavano guardando, dandosi di gomito, con il berretto sulle ventitré e le maniche della camicia arrotolate. «Quanta strada ha fatto Cochi eh…».