Un altro ragazzo afroamericano è stato ucciso dalla polizia negli Stati Uniti. Si tratta, questa volta, di un 12enne di Cleveland (Ohio) che stava giocando al parco con una pistola giocattolo, simile a una semiautomatica. Un agente ha aperto il fuoco contro di lui, ferendolo allo stomaco: inutile la corsa in ospedale, il ragazzo è morto poco dopo.

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla polizia, tutto ha avuto inizio con la chiamata di un residente al 911, preoccupato nel vedere un giovane maneggiare un’arma al parco giochi. Dalle registrazioni audio, risulta che chi ha lanciato l’allarme abbia però specificato che poteva trattarsi di un’arma giocattolo e che era coinvolto un ragazzino. Arrivati sul posto i due agenti gli hanno chiesto di alzare le mani, ma il 12enne si sarebbe rifiutato di eseguire gli ordini e avrebbe messo mano alla pistola. Da qui la reazione dell’agente, che ha aperto il fuoco contro il giovane. «Gli agenti hanno scoperto che si trattava di una pistola giocattolo solo dopo la sparatoria» ha riferito la portavoce della polizia Jennifer Ciaccia. Ad ogni modo i due poliziotti si trovano ora sotto congedo amministrativo, in attesa che vengano portate a compimento tutte le indagini.

Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza che coinvolge le forze dell’ordine e cittadini afroamericani: a New York solo qualche giorno fa, Akai Gurley, un ragazzo di 28 anni era stato ucciso da un agente mentre attendeva l’ascensore insieme alla sua ragazza. Il giovane era disarmato. Il tutto, inoltre, avviene nel giorno in cui il Grand jury è chiamato ad esprimersi sull’incriminazione di Darren Wilson, il poliziotto che il 9 agosto scorso uccise a Ferguson Michael Brown, un ragazzo afroamericano di 18 anni. Anche Michael Brown era disarmato, e il suo omicidio scatenò mesi di violente proteste.

Il clima è incandescente: sono già spuntate le prime barricate intorno agli edifici governativi della città di Saint Louis, e gli abitanti di Ferguson e della vicina Clayton si stanno preparando a scendere in piazza nell’eventualità che Darren Wilson non venga incriminato. Gli eventi di Cleveland, dunque, non contribuiscono a smorzare la tensione. Senza contare che la cittadina dell’Ohio in questi ultimi giorni aveva già conosciuto un’escalation di violenza. Poche ore prima della sparatoria che ha tolto la vita al 12enne, infatti, sette persone erano rimaste uccise in due diversi scontri a fuoco in città. Venerdì, invece, erano stati trovati i corpi di cinque persone – tra cui quello di una donna incinta di sei mesi – nella periferia di Glenville, in quella che ha tutta l’aria di un’esecuzione in piena regola.