Omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo. Sono questi i tre capi di accusa ipotizzati dalla procura di Torino per i fatti del 3 giugno scorso alle 20 persone a cui questa mattina è stato notificato un avviso di garanzia.
A precisarlo il procuratore capo di Torino Armando Spataro in una nota in cui spiega anche che al momento «non risultano individuate le specifiche ragioni che hanno determinato panico collettivo tra le migliaia di persone presenti in piazza San Carlo e le conseguenti drammatiche vicende». Nel corso di questi cinque mesi di indagine, aggiunge Spataro «sono state esaminate circa 200 persone informate sui fatti, sono stati acquisiti filmati, documenti e provvedimenti vari, tutti dettagliatamente analizzati, sono stati effettuati sopralluoghi nella predetta piazza e nel parcheggio sottostante, sono state eseguite due consulenza tecniche».
Un lavoro complesso che ha portato appunto a formulare tre ipotesi di reato: omicidio colposto per la morte di Erika Pioletti, la 38enne finita in coma schiacciata dalla calca, lesioni colpose per le numerose denuncie presentate dai feriti e disastro colposo. «Le indagini sono state effettuate in tempi rapidi, specie ove si consideri la necessità di osservare gli obblighi di legge connessi al periodo feriale nel frattempo intercorso e di attendere il termine di tre mesi entro il quale le persone interessate avrebbero potuto proporre querela. I tempi delle indagini, naturalmente, sono stati condizionati solo dal dovere di procedere per i reati configurabili, anche nell’interesse delle parti offese e della cittadinanza torinese, con attenzione e approfondimento di ogni circostanza rilevante. – ha continuato Spataro – Deve essere comunque precisato che gli inviti a comparire emessi sono anche finalizzati ad acquisire le dichiarazioni difensive delle persone che accetteranno di rispondere, così da poter eventualmente compiere conseguenti ulteriori accertamenti (non esclusi i confronti che si rendessero necessari) anche nel loro interesse, sicchè non possono in alcun modo essere considerati equivalenti ad atti di promovimento dell’azione penale».
Obbiettivo della procura è ora conclude le indagini preliminari in tempi brevi.