Il presidente Alberto Cirio e la sua maggioranza presentano l’approvazione della delibera sull’autonomia mettendola sotto l’albero di Natale allestito nel cortile di Palazzo Lascaris come «un regalo fatto ai Piemontesi che aspettavano questa svolta». Un cadeau che, infiocchettato di rosso come si conviene è stato festeggiato da uno striscione “Piemonte è Italia” steso dai consiglieri di Lega e Fratelli d’Italia e dalle canzoni di Gipo Farassino intonate dai leghisti. Il Presidente della Regione Alberto Cirio ha parlato di passo importante per il «processo di valorizzazione della nostra regione». Ha poi aggiunto «crediamo che la richiesta di autonomia differenziata dia la possibilità di dare risposte migliore ai cittadini nell’utilizzo delle risorse, nell’efficienza dei servizi e anche nella responsabilità degli amministratori, che da oggi non potranno più rimbalzare le competenze. Noi vogliamo assumerci la responsabilità di scegliere e governare».

L’annuncio arricchisce il bilancio del lavoro del consiglio regionale, che in questo 2019 ha svolto i suoi compiti a cavallo della legislatura retta da Nino Boeti e quella ora amministrata da Stefano Allasia.

L”autonomia è il fiore all’occhiello, ma ai commenti entusiasti del centrodestra a fare da contraltare ci sono quelli delle opposizioni, in particolare del Partito democratico «L’autonomia differenziata rappresenta per noi uno strumento utile a migliorare i servizi per il Piemonte. La delibera della Giunta Cirio sull’autonomia differenziata che era stata annunciata come una vera e propria rivoluzione rispetto al testo predisposto dalla Giunta Chiamparino, non contiene nessuna apprezzabile novità – commenta il presidente del gruppo dem Domenico Ravetti, che aggiunge – Confronto e approfondimento sono stati elementi fondamentali per evitare le derive propagandistiche, e la convergenza sull’emendamento “istruzione” ne è un chiaro esempio». Spiega il consigliere Pd Daniele Valle:«Grazie alla dura posizione del Partito Democratico è stato stralciato il tema di una scuola regionalizzata e di un reclutamento degli insegnanti regionale. Il diritto all’istruzione dev’essere garantito in maniera uniforme sul territorio nazionale, non per niente il tema è già stato bocciato a livello nazionale, proprio dal Governo gialloverde, nei testi di Lombardia e Veneto perché incostituzionale».

Se l’approvazione della delibera sull’autonomia differenziata viene definito la punta di diamante di questo 2019, viene ricordata l’attività consigliare, con 46 sedute e 100 ore di attività. Due i consigli aperti, sul tema dell’ambiente e il 5 novembre scorso per commemorare i 25 anni dalla drammatica alluvione del ’94. Sono stati presentati 52 progetti di legge, 1223 atti ispettivi, 138 atti di indirizzo. La rideterminazione degli assegni vitalizi con il metodo di calcolo contributivo, avvenuta con la legge regionale del 25 settembre 2019, consentirà un risparmio di almeno 680mila euro rispetto alla spesa che la Regione avrebbe dovuto sostenere a decorrere dal 2020: quanto risparmiato verrà destinato all’edilizia scolastica.

Una legislatura all’insegna dell’apertura alla società civile, dell’autonomia, della semplificazione e dell’attenzione alle nuove generazioni che, nei prossimi mesi, istituirà il Crel, Consiglio Regionale economia e lavoro, per dare un contributo attivo all’elaborazione delle politiche di sviluppo della Regione, con la partecipazione tra gli altri di associazioni e sindacati. Soddisfatto il presidente del Consiglio Stefano Allasia. «Proseguiamo in questo modo sulla strada di apertura e partecipazione nella formazione delle leggi regionali: abbiamo l’obiettivo di semplificare e ridurre il numero delle leggi e proseguiremo in questa direzione».

E Mauro Salizzoni, vicepresidente ha concesso una riflessione sui tempi storici complessi che il Paese sta vivendo, con un necessario quanto mai urgente impegno del Comitato Resistenza e Costituzione per il mantenimento della memoria contro «rigurgiti di intolleranza e di odio, e dal ritorno di gesti, simboli, retoriche che credevamo far parte di un lontano passato. All’intolleranza e all’odio bisogna dare una risposta istituzionale e culturale».