Si comprende la generale e profonda preoccupazione, dopo il terzo avviso di garanzia, per l’ex capo di gabinetto di nostra Signora Appendino, per l’uomo baciato dalla Ruota della fortuna, al secolo Paolo Giordana.

Il signore nel giro di qualche mese è precipitato con fragore nella polvere tra la gioia neppure dissimulata di tutti coloro che fino al giorno prima lo adulavano davanti, non riuscendo a liberarsi del suo sorriso un po’ vessatorio (solo un cicinin, sia chiaro) dietro. Sì, l’attenzione è riposta proprio su quel sorriso che si offriva agli obiettivi con civettuola posa da carta patinata, indugiando tra un clic e l’altro con qualche battito di ciglia, che soltanto la montatura degli occhiali impediva di vedere in tutta la sua beltà.

Un sorriso che ne ricordava un altro diventato celebre sul piccolo schermo con la faccia di un vecchio attore, Carlo Dapporto. Erano i Caroselli anni Sessanta della pubblicità “sorriso Durban’s”, “basta la parola”, in cui si duellava sul mercato dei dentifrici con geniali intuizioni. Quelle con cui a splendidi sorrisi si replicava con la liberazione dell’alitosi o con la messa in sicurezza della carie. Si comprenderà ora la preoccupazione che attraversa più generazioni di adulatori sinceri (esistono anche quelli, anche se in discesa libera) sul destino di quel sorriso.

Che fine avrà fatto quella corona dentaria sfoderata leggiadramente e spavaldamente anche circostanze delicate, come nell’anticamera degli uffici della Procura di Torino, dove notoriamente (più per prudenza) la sobrietà e il basso profilo sono tra i requisiti consigliati? Stile su cui indagherebbe per dovere di curiosità la stessa Procura, seriamente intenzionata a far luce su questo raro caso di autolesionismo compulsivo d’immagine. Interrogativi che potrebbero, si mormora, interessare, per questioni meno serie ovviamente, i due bravi conduttori della trasmissione radiofonica “Il ruggito del coniglio“, notoriamente tra le più simpatiche e fantasiose carogne partorite negli studi della Rai. Che i due siano propensi ad una versione torinese della trasmissione, ribattezzata “il sorriso del coniglio”?