In attesa di svelarci il tracciato definitivo della Metro Linea 2 (sempre che l’amministrazione di Nostra Signora Appendino sia davvero intenzionata a progettarla), l’assessora grillina Maria La Pietra ha deciso di stupire i torinesi non con effetti speciali, ma con il ritorno all’antico, ad un metodo per educare i torinesi ai trasporti, che potrei definire “socialismo reale”.

Un metodo che si pensava davvero estinto e soprattutto estraneo a chi professa la de-ideologizzazione. Insomma, a quel voler essere né di destra, né di sinistra, ma neppure di centro, tanto caro al grillismo della prima ora, che ha però la pretesa di voler essere tutto, per poi diventare niente quando apre bocca il ministro Toninelli.

E di cose in comune l’assessora ai trasporti La Pietra ne ha con il ministro alle Infrastrutture, al di là delle specifiche competenze istituzionali. In primo luogo la forte tendenza all’immaginifico, in cui se Toninelli si distingue per raccontare di un tunnel del Brennero mai esistito, (luogo caro comunque ai nostalgici col fez, che ricordano di quando il Duce minacciava di portarvi le sue Divisioni per fermare l’annessione dell’Austria alla Germania di Hitler), l’onirica La Pietra si esalta – e qui riprendiamo il discorso sul socialismo reale – prospettando una Linea 2 su gomma (con grande “gioia” dei tecnici di Gtt) per “abituare i torinesi al percorso”, come se muoversi in superficie e in underground fossero la stessa cosa, con gli stessi vantaggi e risparmio di tempo.

Una visione della società che ricorda molto da vicino l’Unione sovietica di Breznev che decideva a tavolino che cosa andasse bene per i cittadini e quali fossero i loro bisogni. In perfetta sintonia, a quanto pare, con le politiche della premiata coppia Di Maio-Salvini sul ruolo dello Stato.

Ma è un’idiozia, come ha provveduto a dimostrare la storia.