Il Comune di Torino è sull’orlo del baratro e i Torinesi non lo sanno. Il sindaco Appendino dorme serena e i suoi assessori si dedicano a missioni all’estero. Il povero assessore Rolando è lasciato solo a districarsi nel ginepraio dei conti della Città.

Il Comune di Torino, diversamente da quanto accaduto a Roma e Milano, non ha approvato entro la scadenza del 28 febbraio 2018 il Bilancio di Previsione 2018 e con Delibera di Giunta firmata dall’Assessore al Bilancio Rolando ha bloccato sostanzialmente quasi tutte le spese non urgenti e indispensabili.

D’altra parte cosa poteva fare la Giunta se si pensa che:

a) il Bilancio di Infra.To relativo all’esercizio 2016 non è ancora stato approvato;

b) il Bilancio di GTT relativo all’esercizio 2016 non è ancora stato approvato;

c) il Piano di salvataggio di GTT non ha ovviamente ancora avuto esecuzione;

d) il Piano di salvataggio di GTT prevede che il Comune rinunzi al pagamento da parte di GTT (circa 18 milioni di euro) nel 2018 degli oneri per parcheggi dalla stessa dovuta;

e) sempre il Piano di salvataggio di GTT prevede che il Comune rinvii (a dopo il 2022) l’incasso di circa 86 milioni di euro dovuti da GTT per canoni parcheggi relativi agli anni fino al 2017;

f) il Piano di salvataggio di GTT prevede infine che il Comune di Torino sottoscriva un aumento di capitale di GTT per 25 milioni di euro.

Nel mentre, un indicatore sintomatico dello stato di salute dei conti del Comune di Torino, e cioè il tempo medio di pagamento dei fornitori, è passato da 29 giorni nel 2015 a 42 giorni del 2016 per attestarsi a 81 giorni del 2017. Quello che è certo è che prima o poi tutti i nodi verranno al pettine. Il Comune non potrà continuare a sottrarsi all’infinito all’obbligo di approvare il Bilancio 2016 di GTT ed Infra.To e a prendere una decisione concreta sul salvataggio di GTT.

Inoltre il Comune dovrà, quanto prima, dare attuazione al piano di risanamento imposto dalla Corte dei Conti che si pronuncerà in merito entro fine febbraio. Suggerisco quindi al Sindaco ed alla Giunta Cinque Stelle di utilizzare questi 20 giorni di tempo e pace elettorale per cercare di trovare una soluzione all’intricato nodo conti del Comune di Torino.

Ove il compito si rivelasse troppo difficile, pur non credendo ai miracoli, penso che in una situazione disperata come quella in cui si trova la nostra Città, forse il Sindaco potrebbe andare con tutta la Giunta in pellegrinaggio, a costo zero, alla Madonna della Consolata e chiedere la grazia di fare diventare capaci gli incapaci o per lo meno di dar agli incapaci il coraggio di dire la verità: la situazione è disperata, non sappiamo cosa fare, togliamo il disturbo.