«Saranno assunti nuovi operatori per le centrali uniche delle emergenze, sono già avviate le procedure amministrative»: è questo l’annuncio fatto dall’assessore alla sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta, a conclusione della seduta della Commissione sanità in cui si è discusso del modello organizzativo sperimentale del numero unico di emergenza (NUE), il 112.

Nella prima parte della Commissione Sanità regionale, presieduta da Domenico Ravetti (Pd), sono stati ascoltati in audizione i sindacati dei lavoratori, erano presenti per i Vigili del Fuoco: Claudio Cambursano  e Alessandro Maglione del Conapo Vigili del Fuoco e Salvatore Astrella del Confsal; per la Polizia Paolo Boido del Sap, Marino Anzillotti del Siulp, Michele Cerviere e Pietro Di Lorenzo del Siap; per il fronte sanitario Nursind con Stefano Agostinis e Giuseppe Summa.

Sono tutti unanimi nel definire l’istituzione del numero unico per le emergenze uno strumento di civiltà sottolineando come l’Italia per troppi anni non si sia adeguata alle norme comunitarie che lo prevedono, ma su come è stato organizzato nel nostro Paese le posizioni si complicano e spesso divergono parecchio tra quelle sostenute dagli operatori e le strutture regionali e ministeriali.

Per i sindacati, tutti, con il modello organizzativo attuale si è creato “un gigantesco imbuto”, rallentando di molto i tempi di reazioni successive alle chiamate dei cittadini. Intoppo non da poco conto, considerato che i tempi di reazione a una chiamata di emergenza rappresenta l’indicatore principale del successo o meno del servizio.

«Con il numero unico – ha detto Stefano Agostinis – si è data più importanza ai tempi di risposta alla chiamata ma poco alle fasi conseguenti che comprendono lo smistamento fino alla partenza del mezzo di soccorso, con un’evidente dilatazione dei tempi».

«In nessuna realtà come in quella italiana il NUE è stato accompagnato da un numero così elevato di contestazioni», è scritto in un documento unitario dei sindacati consegnato ai membri della Commissione. La posizione dei sindacati è pratica e propositiva, chiede di unificare le sale operative in una sola struttura in cui le funzioni richieste coesistano integrandosi, facilitando quindi la trasmissione delle informazioni. Ricordano i sindacati: «Esiste già un modello che funziona bene che applica questo principio in occasione delle partite allo Stadio, perché non estenderlo?».

Saitta non ha replicato ai sindacalisti, anche perché nelle audizioni non è concesso il dibattito, ma in seduta ordinaria ha precisato che le posizioni espresse dai lavoratori non coincidono con le statistiche dell’assessorato e neanche con quelle ministeriali che attraverso le Prefetture stanno monitorando l’avviamento del NUE. Ha comunque garantito la disponibilità a successivi incontri con i responsabili del servizio emergenze per una verifica dei numeri emersi in Commissione.