In questi giorni è facile imbattersi in una buca stradale: carenza di manutenzione, maltempo e prolungata inazione del Comune hanno prodotto un risultato disastroso.

A ciò si aggiunga che nel Bilancio 2018/20 le risorse per la manutenzione ordinaria sono state ridotte di quasi la metà, e che per tutta la città sono disponibili poco più di 5 milioni di euro di manutenzione straordinaria contro i 12/16 milioni degli anni precedenti.

Ma a far discutere, oltre alle scelte dell’amministrazione Appendino in tema di bilancio (ricordiamo che su un totale di spesa di 1,3 miliardi di euro, recuperare 0,5 milioni non dovrebbe essere un’impresa così complicata..!), anche l’atteggiamento della Polizia Municipale.

Infatti, se in casi di emergenza come questi le pattuglie dovrebbero segnalare le situazioni pericolose – buche profonde, solchi a rischio – al pronto intervento della Città ogni caso (laddove possibile il pronto intervento riempire la buca, dove impossibile, transenna e segnalare il pericolo), oggi in città si assiste ad uno spettacolo grottesco: decine di buche profonde, a pochi metri, e un’intera squadra di vigili con tanto di camper a fare controlli e multe sul traffico circolante. Chi dispone queste attività? Chi sceglie le priorità?

Le campagne scenografiche sulla sicurezza stradale lanciate dalla sindaca sono un lontano ricordo. Dopo la malasosta e tante belle parole, resta solo l’esigenza di far cassa. Eppure pochi anni fa la Procura della Repubblica mandò sotto processo i responsabili della manutenzione stradale per il pericolo corso dalla cittadinanza. Segno che l’argomento, certo, è molto serio.