Nell’elenco delle aziende vincitrici del bando sulla ristorazione scolastica spicca il risparmio. Già, perché il costo dei pasti delle aziende che si sono aggiudicate la gara non supera i 4 euro.

L’ormai storica Camst non è tra queste e dopo più di un decennio esce di scena.

Invece sarà l’Eutourist New a distribuire i pasti nelle scuole delle Circoscrizioni 1, 2, 4, 5, 7, 8. Costo a pasto 4 euro.

Ma alla “Otto” dovrà operare insieme alla All Food, mentre per le Circoscrizioni 3 e 6 a portarsi a casa l’appalto è la Ristoart Srl, che servirà un pasto a 3,99 euro.

Il contratto, se non ci saranno ricorsi entro 30 giorni da oggi, varrà per il triennio 2018-2021.

Alla gara hanno partecipato l’Ati (associazione temporanea d’impresa, ndr) di Camst, Ladisa ed Euroristorazione di Grugliasco, Dussman, Eutourist New di Orbassano, l’Ati di Eutourist e All Food, e Ristorart Toscana.

Il consigliere del Partito Democratico Enzo Lavolta, non nasconde le sue preoccupazioni dopo l’annuncio: «Mi auguro che lunedì prossimo i consiglieri del Movimento Cinque Stelle non inventino un’altra scusa per impedire alla sindaca Appendino di spiegare ai torinesi cosa mangeranno i nostri bambini da settembre con 3,90 euro a pasto».

«Una gara che avrebbe dovuto privilegiare offerte di qualità si é ridotta ad una mera competizione tra chi offre meno. Temiamo che il fenomeno del panino da casa completamente ignorato dall’amministrazione Appendino, continui a crescere più di quanto sia accaduto nell’ultimo anno», conclude Lavolta.

Preoccupazione condivisa anche dal capogruppo dei Moderati Silvio Magliano che osserva: «Con 3,99 euro in molti bar della città non si compra neanche un toast: eppure è questa la cifra per la quale la Città di Torino ha assegnato due lotti su sei del bando mense a Torino. Gli altri quattro lotti sono stati aggiudicati a cifre di pochissimo superiori: intorno ai 4 euro. Mi chiedo quali pasti si possano preparare e servire nelle nostre scuole per quella cifra. Considerando primo, secondo, contorno e frutta, fa meno di un euro a portata. La mia preoccupazione è grande, sia sulla qualità del cibo servito sia per quanto riguarda i posti di lavoro. Il fenomeno “panino da casa” è legato alla qualità dei pasti serviti in mensa. Le attuali lavoratici non sanno dove, con chi e per chi da settembre dovranno lavorare.  La Giunta riferisca in Consiglio Comunale nella prossima occasione utile».

Sulle assegnazioni di oggi è intervenuto anche il direttore di Camst Antonio Giovanetti: «Prendiamo atto con dispiacere della decisione del Comune di Torino in merito alla aggiudicazione definitiva dell’appalto per la gestione della refezione delle scuole. Questa scelta rinnova le nostre perplessità sulla formulazione del bando di gara, già manifestate anche a livello associativo, nella misura in cui premia l’offerta al massimo ribasso, confermando un orientamento sempre più diffuso in cui a vincere è il prezzo e non la qualità delle offerte. L’azienda sta valutando insieme ai propri legali i presupposti per un eventuale ricorso».

Attualmente sono 40mila studenti iscritti alla mensa, contro gli 8mila che hanno scelto il “pasto da casa”.