È un calendario ricco di appuntamenti quello promosso dal Consiglio regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione e dal Polo del ‘900 per celebrare il Giorno della Memoria 2020.

Molte le iniziative che vedranno come protagonisti i giovani con l’obiettivo di una “staffetta generazionale” che sappia garantire la continuità delle conoscenze e comprendere, sino in fondo, il significato delle tragedie della storia e il dovere della memoria, come ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale, Stefano Allasia, illustrando le iniziative.

«Il programma – ha spiegato Allasia -  fa parte dell’impegno e dello sforzo necessario per garantire “una staffetta generazionale” per garantire la continuità delle conoscenze, affinché si possa comprendere, sino in fondo, il significato della Shoah e il dovere della memoria, il non dimenticare mai quanto accadde allora, la lotta contro l’indifferenza e il torpore della memoria».

Lunedì 27, Palazzo Lascaris diventerà il “palazzo della memoria” con incontri, letture, proiezioni, immagini: per un’intera mattinata verranno coinvolti gli studenti di varie classi, dai più giovani ai giovanissimi, in un percorso interattivo che, partendo proprio dal racconto di quanto avvenuto 75 anni fa, li avvicini a quanto accade nel mondo ai giorni nostri e li faccia riflettere su cosa oggi voglia dire deportazione, prevaricazione, abuso, ingiustizia.

Suddivisi in gruppi gli studenti parteciperanno, tra l’altro, all’incontro con gli storici dell’Istoreto che illustreranno, con le immagini cartografiche sui conflitti nel mondo il concetto di genocidio, ascolteranno l’intervento di Bruno Segre, testimone delle leggi razziali e dell’antifascismo e assisteranno alla curata dall’Ufficio Scolastico regionale del Piemonte di un trailer del film “La stella di Andra e Tati” il primo cartone animato rivolto ai ragazzi che racconta la Shoah.

Sempre lunedì, nell’area spazi Off Topic sono in programma, sostenute dal Comitato Resistenza e Costituzione:l’installazione della mostra fotografica su un viaggio realizzato nel 2019 alla ricerca delle rovine d’Europa fra Buchenwald e Stare Jarozowice e la performance teatrale di video, arte e musica dal vivo “Jedem Das Seine” che riprende la storia del campo di concentramento di Buchenwald. Il Polo del ‘900, poi, ha elaborato un programma di attività che avrà come baricentro il Polo stesso e i luoghi della memoria della deportazione, dai percorsi in città come quelli intorno alle pietre d’inciampo ai laboratori per bambini in collaborazione con le Biblioteche civiche, dagli appuntamenti per le scuole con la rassegna la “Cineteca della Deportazione” al teatro e alla musica. E ancora, per l’intera giornata ci sarà l’ apertura straordinaria del Museo Diffuso della Resistenza.

Due saranno gli spettacoli teatrali serali: “Il caso Kaufmann”, ispirato alla vera storia di Lehmann Katzenberger, in scena al Polo del ‘900, mentre Le pietre d’inciampo prendono vita al teatro Vittoria e raccontano, fra musica e parole, la storia dei deportati italiani.

«Il Giorno della Memoria rappresenta ogni anno un invito forte a non dimenticare mai quello che è stato e ribadisce con forza la necessità di difendere i valori di democrazia e uguaglianza per cui milioni di persone hanno sacrificato la propria vita», ha osservato l’assessora alla Cultura della Città di Torino, Francesca Leon ricordando che «sono oltre 50 le organizzazioni, associazioni, istituzioni, musei, biblioteche, case del quartiere, che per l’occasione hanno contribuito a creare il fitto programma di iniziative culturali».

«Il Giorno della memoria – ha sottolineato Sergio Soave, presidente Fondazione Polo del ‘900 essere un giorno di profonda riflessione, perché la memoria di quel periodo tragico della storia dell’uomo, per quanto riguarda sia i sommersi che i salvati, da sola non basta perché lascia aperta non solo la domanda sul come quelle orribili manifestazioni del comportamento umano siano potute accadere, ma sul perché qualcosa di simile potrebbe nuovamente succedere ancora oggi, a ottant’anni e più di distanza».

«A vent’anni dall’istituzione della legge sul Giorno della Memoria, è nostro compito evitare i rischi di assuefazione o di ritualizzazione di un evento che mantiene tutta la sua importanza in un momento di crisi di valori nella nostra società – ha detto Dario Disegni, presidente Comunità Ebraica Torino – assistiamo infatti in questi ultimi tempi a una inquietante recrudescenza di fenomeni di antisemitismo, di razzismo e di odio nei confronti dei diversi. Occorre pertanto fare fronte all’ignoranza e al pregiudizio con un’incessante azione culturale ed educativa, rivolta soprattutto alle giovani generazioni».