«Bighellonavo su Facebook quando ho visto la foto di un bimbo di Aleppo scattata dalla fotografa Andreja Restek. Poi ho avuto un’idea. Ho preso il telefono e ho chiamato Andreja: che ne dici di fare una mostra sui temi della guerra, per sensibilizzare e aiutare concretamente i bimbi dei campi profughi siriani? “Dai contattiamo altri artisti” Andreja accettò con un entusiasmo che mi ha contagiato». A raccontarsi è la giornalista Stefania Aoi. E questo è l’incipit del grande evento artistico che si svilupperà dal 3 ottobre presso il Polo del 900 dal titolo: “Shamal Soffia su Torino” con interventi delle autorità e un originale concerto “siriano-veneziano”.

Obiettivo dell’iniziativa è aiutare questi bambini. «Lo so è una goccia nel mare – ammette Aoi – ma ha il potere di trasmettere come sia possibile per tutti fare qualcosa di concreto in questi deliri di disperazione e sofferenza senza fine dove i bimbi che sanno sorridere e giocare tra le macerie rappresentano sempre la grande speranza di rinascita. Bimbi che non hanno nemici e che restano mutilati da bombe figlie della stupidità umana parchè ogni bomba è una sconfitta del dialogo e della civiltà». 

«Condividere le esperienze con le persone vicine e lontane porta ad un arricchimento reciproco. È questo il pensiero che mi spinge a condividere il mio lavoro con il pubblico. Questa mostra potrà contribuire alla sensibilizzazione sul dramma di ciò che succede nel mondo. Attraverso la fotografia, la pittura e la scultura abbiamo raccontato i momenti drammatici e le realtà delle persone costrette a lasciare le proprie case a causa della guerra. In modi diversi abbiamo cercato di portare lo spettatore nel loro mondo, nel mondo dove contemporaneamente lo spettatore si trasformerà in testimone dei fatti che diventeranno storia», afferma la fotoreporter Andreja Restek.

Il ricavato delle vendite delle opere sarà destinato in parte all’associazione “Ambulanza dal cuore forte” diretta dalla fotografa Andreja e un’altra parte andrà per alcune famiglie in difficoltà che vivono con i loro bimbi nel campo profughi 022. Fondi che serviranno per il cibo o per portare i bambini a scuola e per i trasporti a loro necessari.

L’inaugurazione del 3 ottobre, alle 17.30 ha in programma gli interventi di Nino Boeti, presidente Consiglio Regionale, Sergio Soave, presidente Fondazione Polo del ‘900, Marcella Filippa, direttrice Fondazione Vera Nocentini, Stefano Tallia, segretario Associazione Stampa Subalpina. Si terrà poi un concerto del violinista siriano Alaa Arsheed e di Isaac de Martin, chitarrista veneziano conosciuto in Italia e con cui ha avviato una consolidata collaborazione artistica.

Alaa Arsheed 32 anni, è arrivato in Libano dalla Siria nel 2015 con in mano solo il suo violino «e il passaporto di un paese che non c’è più e ora suoniamo invece di parlare della Siria, è meno doloroso» come da lui ricordato.

Gli artisti (fotografi e pittori) che partecipano all’iniziativa sono Andreja Restek, Matthias Brandes, Alessandra Carloni, Roberta Coni, Jacopo Mandich, Ciro Palumbo, Davide Puma, Akira Zakamoto.

«Il lavoro che abbiamo fatto è guardare le foto di Andreja e provare a raccontare, ognuno attraverso il proprio linguaggio, quello della pittura e della scultura, il dramma di chi è costretto a spostare la propria esistenza altrove. L’arte ha il potere di arrivare dritta al cuore, di farsi sentire anche da chi a volte è distratto o preferisce non ascoltare», racconta il pittore torinese Ciro Palumbo.

«La nostra fondazione ha accettato volentieri di supportare questa mostra perché è urgente tenere viva l’attenzione sulla guerra in Siria. Le ultime vicende drammatiche, l’indifferenza delle istituzioni, in primis l’Onu, ci chiedono di reagire. Questo è il nostro modo. E proprio in coincidenza con il centenario di conclusione della prima guerra mondiale ospiteremo al Polo del ‘900 questo evento e una serie di altri reportage che dimostrano come, dopo un secolo esatto, l’orrore continui», afferma Tomaso Panero della Fondazione Vera Nocentini.

Da sottolineare l’alto livello qualitativo dei contributi e l’originale abbinamento di immagini di reportage di guerra, cariche di pathos pronte a cogliere delicate essenze di umanità nel dramma, con opera pittoriche di alta suggestione.

 

Catalogo mostra

 

foto di Andreja Restek