È stato sgomberato questa mattina all’alba Manituana, il laboratorio culturale autogestito di via Cagliari 34/c, del Collettivo Manituana e vicino alla rete degli Studenti Indipendenti. Nonostante nei mesi scorsi ci fossero stati contatti con l’amministrazione per evitare lo sgombero, all’alba gli studenti sono stati costretti a lasciare le stanze di via Cagliari che sebbene in disuso appartengono a Film Commission.

Chi occupava non era legato agli squatter, all’area anarchica o all’autonomia: infatti, come detto, ci sono rapporti fraterni tra gli attivisti del Manituana e gli Studenti Indipendenti che siedono anche in Senato Accademico.

Tra i simpatizzanti del collettivo anche la figlia dell’assessora comunale alla Cultura Francesca Leon. Insomma da sempre sono considerati “quelli buoni” e spesso ben visti anche dal centrosinistra.

Manituana, che all’interno della sua occupazione offriva Gruppi di acquisto solidale, una ciclofficina, zone studio e spazio per corsi e dibattiti, aveva avuto la sua prima sede in via Sant’Ottavio, davanti a Palazzo Nuovo. Ma da qui gli occupanti avevano scelto di spostarsi dopo le minacce di sgombero da parte dell’Università che voleva realizzare in quegli spazi un’aula studio.

Intanto gli studenti hanno fatto tam tam sui social per diffondere la notizia dello sgombero, “Un gesto infame, Manituana non si tocca!”, invitando tutti a dare una mano per raccogliere le proprie cose che sono state caricate su un furgone.

Ad assistere allo sgombero e a portare la sua solidarietà il consigliere comunale cinque stelle Damiano Carretto.

Soddisfazione da parte del capogruppo della Lega Fabrizio Ricca che si complimenta con le forze dell’ordine per lo sgombero aggiungendo che «lo sgombero peraltro avvenuto senza incidenti del Manituana ci dimostra come non sia difficile mettere i sigilli alle occupazioni illegali. Basta volerlo. Per questo mi auguro che in un futuro alquanto prossimo possano essere sgomberate anche le occupazioni di squatter e autonomi protagonisti di tanti episodi di violenza e disordini in città. Se così non fosse verrebbe da pensare che l’amministrazione Appendino abbia il polso fermo solo con i più “buoni” e meno pericolosi mentre sia tenuta in scacco dai delinquenti dei centri sociali in cambio dell’appoggio elettorale avuto».

(Foto da Facebook)