Era attesa. La presenza della sindaca di Torino, Chiara Appendino, in Sala Rossa, non era mai stata messa in dubbio. Eppure, nonostante fosse a Palazzo Civico, non si è presentata in consiglio comunale per rispondere alla richiesta i comunicazioni del Capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo sugli ATP Finals di Tennis.
«Un grave sgarbo istituzionale» mormora qualcuno dai banchi dell’opposizione. Provocatoriamente i consiglieri del Partito Democratico hanno deciso di usare il minuto di tempo concessogli dalla presidenza stando in piedi e trasformandolo in un minuto di raccoglimento «per la morte del rispetto che un sindaco deve al consiglio comunale e ai cittadini».
Anche Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega, non nasconde lo stupore per questa decisione della sindaca: «Sono dispiaciuto che oggi non si sia presentataspiega l’esponente del Carroccio – le riconosco che sta lavorando affinché gli ATP finals si svolgano a Torino. Noi come Lega ci stiamo impegnando affinché la prossima settimana alla camera in commissione legislatura venga votata la proposta di legge a firma di Riccardo Molinari e chiudere positivamente la partita». Si parla della fideiussione di 78 milioni che permetterebbe a Torino di avere le finali.
Ma la rumorosa assenza della sindaca non può passare sotto traccia: come mai pochi minuti prima il suo intervento in aula era dato per certo e poi non si è presentata? Cosa è accaduto? Si vocifera che Appendino e i suoi social media manager stiano lavorando a un post sull’argomento che comunque avrebbe le sembianza della celebre “toppa che è peggio del buco” visto che la mancanza di rispetto è stata verso i consiglieri comunali. Addirittura è stato possibile iniziare i lavori in Sala Rossa solo perché il Partito Democratico ha garantito i numero legale alla maggioranza che tra le sue fila annoverava alcune assenze. Un gesto dell’opposizione perché era importante che oggi si parlasse di Atp senza rimandare.
Appendino potrebbe non aver avuto oggi durante l’incontro con Di Maio direttive sull’argomento. Un’ipotesi che però designerebbe la sindaca come attualmente incapace non solo di muoversi autonomamente ma addirittura di essere abbandonata al proprio destino dal governo amico.