I consiglieri comunali di Torino del Movimento Cinque Stelle non hanno preso benissimo la visita del ministro dell’Interno Matteo Salvini al cantiere di Chiomonte della Torino-Lione. Se il leader della Lega è alleato dei pentastellati a Roma, qui in Piemonte, per colpa della vicenda Tav, il suo nome è nella black list dei grillini nostrani.

Valentina Sganga, capogruppo M5s in Sala Rossa non risparmia le critiche a Salvini, che in Val di Susa ha parlato di utilità dell’opera e che basterebbe rivederla per risparmiare, senza fermare il progetto. Apriti cielo: per Sganga la visita del vicepremier è una provocazione vera e propria che mette addirittura a rischio la tenuta di governo.

«Sul Tav Torino-Lione purtroppo abbiamo assistito all’ennesima passerella del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che usa il suo ruolo e le divise delle forze dell’ordine per delle inutili provocazioni. L’unica cosa positiva della visita di Salvini a Chiomonte è il riconoscimento della necessità di ridurre l’inquinamento nel nostro Paese», spiega Sganga.

«Come Movimento Cinque Stelle di Torino sappiamo come farlo ed è dirottando i fondi che si sprecherebbero con il Tav su altre infrastrutture fondamentali, la linea 2 della metropolitana a Torino, ma anche il potenziamento del trasporto pubblico e dei servizi ferroviari regionali per i pendolari. Il governo deve rompere gli induci e rendere pubblica l’analisi costi-benefici così da mettere a tacere una volta per tutta gli ultrà Sì Tav che speculano e fanno campagna elettorale su un progetto mai nato».

«Ha ragione il vicepremier Luigi Di Maio quando dice che quel cantiere non esiste perché la realizzazione dell’opera non è mai partita. Al di là dei sogni e della propaganda di chi non fa altro che ricopiare i documenti di Telt spacciandoli per fact checking – aggiunge – il Movimento No Tav ha dimostrato e documentato più volte come quello di Chiomonte sia un cantiere e un tunnel realizzato per conoscere la struttura della montagna, i lavori per il vero traforo non sono mai partiti, fermarlo quindi e possibile e dev’essere ciò che farà il governo».

Continua Sganga: «Salvini dice che tornare indietro costa come andare avanti, ma sbaglia. Ha cifre falsate che sono diffuse solo per creare confusione e la cassa di risonanza che il ministro offre a questi propalatori di fake news mette a rischio la tenuta di un governo che su altri temi sta facendo bene».

«Spiace che un esponente del governo del cambiamento si presti a queste provocazioni che hanno costretto le forze dell’ordine a dover sostenere turni extra e che fanno sprecare soldi allo Stato per un dispiegamento di polizia inutile».

«La strada è stata tracciata. Ora bisogna pubblicare l’analisi e poi passare all’abrogazione delle leggi e dei trattati internazionali, ma nel frattempo i cantieri vanno fermati e va comunicato con chiarezza alla Francia che la Torino-Lione non si farà», conclude il capogruppo dei pentastellati.