Dopo il discorso della sindaca Chiara Appendino, una riunione dai toni accesi ha visto divisi i consiglieri di maggioranza rispetto al discorso di risposta.

Così come non è passato inosservato il gesto dell’ex presidente del Consiglio Comunale Fabio Versaci, il quale, al termine dell’intervento della sindaca, ha lasciato l’Aula. Proprio lui, da sempre fedelissimo ad Appendino, non ha apprezzato quella richiesta di compattezza e fiducia rivolta indistintamente a tutta la maggioranza.

Successivamente, a prender la parola per il Movimento 5 Stelle, la capogruppo Valentina Sganga: «abbiamo ascoltato con attenzione le parole della sindaca, noi come consiglieri non possiamo che limitarci ad una valutazione politica, è evidente che siamo ad un punto di stallo» e prosegue «pensiamo che sarebbe opportuno un confronto interno ed un confronto politico e istituzionale che ad oggi riteniamo essere insufficiente». Continua il suo discorso concentrandosi sull’inadeguatezza della maggioranza a spiegare ai torinesi e ai possibili investitori la loro idea di cambiamento e di crescita, mostrando volontà di voler lavorare ad una città diversa «in questa direzione va il nostro impegno come maggioranza e la sindaca può contare su di noi, ovviamente ci confronteremo».

Dopo tali premesse, prosegue poi arrivando al punto della questione «la vicenda del Salone dell’auto non ha nulla a che fare con tutto questo. Noi avevamo fatto puntuali e precise richieste in ordine al pagamento della Cosap e all’occupazione del parco per le attività di montaggio e smontaggio. Ma non c’è nessuna volontà di mandare via il Salone».

Sganga condivide la scelta di rimuovere dall’incarico il vicesindaco Montanari a cui manda un ringraziamento per i tre anni di lavoro svolto.

Inutile dirlo, una maggioranza divisa anche dopo le parole della sindaca. Consiglieri come Paoli, Carretto, Ferrero e Albano, molti dei quali neanche presenti in aula, trovano di sicuro difficile condividere il discorso della Sindaca. Mentre, invece, altri come Russi, Amore, Chessa, Imbesi e Fornari non ne sono dispiaciuti.