Chiunque accusi di immobilismo la giunta Cirio, sbaglia. Senza dare troppo nell’occhio e senza troppo clamore, bisogna riconoscere alla Giunta di centrodestra il merito di essersi subito messa a lavoro, dopo solo alcuni mesi dall’insediamento, per mettere in atto un grande piano di riorganizzazione di alcune direzioni e settori regionali. Un’operazione che in un caso specifico ha richiesto un curioso escamotage per aggirare alcuni paletti per il conferimento di cariche dirigenziali: non hai i requisiti per ricoprire la carica di capo di gabinetto? Elimino il gabinetto di presidenza e creo una struttura ad personam.

In attesa che il progetto di riforma della legge 23 del 2008 “Disciplina dell’organizzazione degli uffici regionali e disposizioni concernenti la dirigenza ed il personale”, vada in porto, anzi in aula, nella parte che riguarda la modifica dei requisiti necessari per ricoprire la figura di Capo di Gabinetto della Giunta regionale, l’esecutivo piemontese si porta avanti senza attendere il confronto in aula consiliare e con una dgr di inizio febbraio elimina di fatto il Gabinetto della Presidenza della Giunta regionale.

La dgr prevede infatti che “il gabinetto di presidenza assuma a tutti gli effetti la natura di struttura di supporto agli organi di Direzione Politico-Amministrativa, al cui vertice andrà comunque una figura di fiducia del Presidente per tutte le funzioni istituzionali e di raccordo politico-amministrativo con gli organi consiliari e con le relative strutture, con gli organi dello Stato e con gli altri enti a carattere locale, nazionale ed internazionale. In pratica, nulla di diverso da quella che era la figura del capo di gabinetto ma senza dover necessariamente rispettare il requisito del diploma di laurea, trattandosi di altra struttura, diversa nel nome ma non nella sostanza.

I più maliziosi potrebbero pensare ad una manovra pensata ad hoc per avvantaggiare qualche consulente esterno, ma chi conosce la macchina regionale sa bene che non ci sarà bisogno di nominare alcun “nuovo esterno” dal momento che Gianluca Vignale, consulente del presidente Cirio dallo scorso luglio, quel ruolo di capo di gabinetto ombra lo sta già ricoprendo.

Classe 1969, un diploma classico e 14 anni di esperienza di Consiglio e Giunta regionale, Vignale potrà disporre formalmente di una struttura tutta sua, di cui non faranno più parte dirigenti e dipendenti regionali, ma personale di fiducia direttamente assunto con contratti di diritto privato.

I due settori che sottostavano al gabinetto, Audit e Avvocatura confluiranno nell’attuale direzione 10 della Giunta regionale. Quale sarà invece il destino dei dipendenti regionali delegati ai rapporti istituzionali Giunta-Consiglio dell’ex gabinetto di presidenza,  non è ancora dato saperlo.