Il Consiglio comunale di Torino ha votato all’unanimità il conferimento dell’onorificenza alla senatrice a vita e testimone dell’Olocausto, Liliana Segre. Contestualmente la Sala Rossa ha approvato anche l’istituzione della Commissione consiliare speciale per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo, e istigazione all’odio e alla violenza.

«Diamo la cittadinanza onoraria a Segre – ha spiegato la consigliera PD Chiara Foglietta, prima firmataria della proposta – perché ha testimoniato gli orrori del nazismo, ma soprattutto perché continua a farlo in un’Europa dove si stanno costruendo nuovi muri, dove si torturano persone e se ne lasciano altre in totale abbandono sulle isole greche. Vogliamo che Torino non giri la testa dall’altra parte: la città ha il dovere di guardare in faccia il razzismo e la transfobia».

Discorso condiviso dalla capogruppo M5S Valentina Sganga: «Abbiamo votato favorevolmente, perché come maggioranza condividiamo la necessità di dare un segnale forte e inequivocabile a chi soffia sul vento del razzismo ed intolleranza. Alla senatrice Liliana Segre e a tutte le persone sotto scorta vogliamo far sapere che non sono sole, che le istituzioni non la lasciano sola».

«È un atto dovuto – ha sottolineato il capogruppo della Lega Fabrizio Riccaperché non si possono giustificare gli errori di ieri ed in secondo luogo perché non vengano considerati come errori di ieri».

«Per combattere certe derive, per cucire il tessuto sociale lacerato dall’imbarbarimento quotidiano, c’è bisogno di promuovere azioni forti e coordinate anche nelle istituzioni, servono delle commissioni Segre in ogni città. – commenta il consigliere PD Mimmo Carretta, primo firmatario della Commissione – Oggi non esistono maggioranze e minoranze, esiste una Torino che dice sì a dei valori, ad atti di civiltà che ci devono unire anziché dividere».

«Oggi la Città – conclude la sindaca Chiara Appendino, annunciando che domani sarà a Milano per la manifestazione a sostegno di Liliana Segre – e la comunità, in modo traversale e senza appartenenza politica, ha fatto una scelta di campo in coerenza con il suo percorso. Una scelta di campo – ha aggiunto la prima cittadina – che deve essere ribadita: oggi con questi tre voti sta dicendo che la città prende una posizione chiara ed inequivocabile. Torino non è razzista».