di Bernardo Basilici Menini

Dopo una dura lotta e un lungo braccio di ferro, finisce nel peggiore dei modi la vicenda della Sandretto di Pont Canavese. I licenziamenti sono diventati operativi stamattina e i 124 operai sono fuori. A niente è servito l’intervento della Regione Piemonte, che aveva chiesto di sospendere i licenziamenti fino a che il Tribunale di Ivrea non si fosse pronunciato: l’azienda ha rimandato la proposta al mittente. Il prossimo passo è quello della chiusura e dello smantellamento dell’impianto, anche se la Fiom-Cgil di Ivrea ha dichiarato che continuerà a dare battaglia.

Sulla notizia è intervenuto Federico Bellono, segretario della Fiom-Cgil di Torino: «Siamo di fronte a una vicenda scandalosa, anche perché è aperto un contenzioso in tribunale ed è incredibile che l’azienda non abbia accolto l’appello nostro e delle istituzioni per sospendere il licenziamento in attesa che la giustizia si esprima. L’unico interesse immediato che ha l’azienda è quello di disfarsi dei lavoratori».

Secondo Bellono questo epilogo era scritto nel dna dell’azienda sin dall’ultimo passaggio di proprietà: «Purtroppo il loro comportamento è coerente con quello che l’azienda ha fatto negli ultimi mesi. Già quando è subentrata la nuova proprietà le istituzioni avrebbero dovuto approfondire meglio le intenzioni e i piani industriali. Quasi da subito noi abbiamo evidenziato che molto probabilmente eravamo di fronte a una vicenda destinata a concludersi drammaticamente: chi ha acquisito la Sandretto ha smesso quasi subito di volerla davvero rilanciare».

Adesso si deve pensare a salvare il salvabile «la priorità è quella di tutelare al meglio il lavoratori e su questo terreno la Regione dovrebbe essere presente».