La notizia è che ci si rivedrà a fine mese per fare il punto su San Salvario, fissando un tavolo di confronto mensile. E’ questo il risultato dell’incontro, promosso sulla questione movida da Davide Pinto, Presidente Associazioni Commercianti e residenti e cittadini di via Baretti, con l’assessore al Commercio Alberto Sacco. Alla Bottega Baretti, che ha ospitato l’iniziativa erano presenti una decina di esercenti di San Salvario. Un incontro si svolgerà anche a Vanchiglia

Nel mirino l’ordinanza che ha posto limiti a orari e vendita alcolici da asporto dalle 20 alle 6 del mattino per San Salvario, Vanchiglia e Piazza Vittorio, che ha fatto seguito al decreto Minniti.

Gli esercenti di San Salvario denunciano un calo di vendite ma precisano: «non siamo da criminalizzare, non siamo noi a vendere la birra a un euro. Ci sono mele marce ma anche noi subiamo le conseguenze della malamovida pur essendo sempre in prima linea a collaborare nel quotidiano a partire dalla sicurezza». Per Davide Pinto non si deve procedere con ordinanze, da lui definita inaccettabile, in una logica di emergenza ma c’è bisogno di una seria e ampia pianificazione tra tutti i soggetti coinvolti che faccia prevalere il dialogo sulle logiche repressive: «Occorre riprogrammare le attività in modo complessivo e a lungo termine. Non è fantascienza».

Tra i commercianti c’è chi rivendica come sia riuscito a “farsi accettare” collaborando con il vicinato (anche riverniciando i muri dalle scritte) e aprendo un dialogo con i ragazzi più vivaci. L’assessore al commercio Sacco si è detto d’accordo per mantenere un un costruttivo e continuativo dialogo con gli esercenti e ha parlato di un ambizioso obiettivo, premettendo che la movida non è da condannare ma da regolamentare nel rispetto della civile convivenza, ha evidenziato la volontà di dar vita, in diversi punti della città, a dei poli turistici enogastromici, centri di qualità che vanno oltre ovviamente al mero fattore gastronomico.

L’assessore ha fatto cenno alla più volte annunciata riapertura dei Murazzi precisando che dovrebbe avvenire entro la prossima estate. È stata anche anche annunciata la produzione di un vademecum che sintetizzerà tutte le modalità operative per gli esercenti. Tornando al futuro di San Salvario vi è un progetto che intende dar vita proprio nelle strade ora oggetto di forti polemiche al primo centro commerciale naturale enogastronomico di Torino con l’obiettivo di arrivare a una fruizione dell’area che vada oltre la movida.

Insomma gli slogan come quello di creare “una convivenza costruttiva” restano belli ma la questione San Salvario resta quanto mai aperta