In una piazza Carlo Alberto non gremitissima, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha dato il via alla campagna elettorale del candidato del centrodestra per le prossime regionali in Piemonte, Alberto Cirio, a Torino.

Dice Salvini dal palco: «Chiamparino è nervoso, passa il suo tempo ad attaccare me e la Lega quando dovrebbe spiegare cosa ha fatto di bello in questi 5 anni. Se non ha niente da dire, merita di andare a casa, come è andato a casa il signor Fassino. Ricambio generazionale anche da questo punto di vista».

«M5s è un po’ bastian contrario: un po’ sono per i porti chiusi, un po’ semichiusi ma finche’ faccio il ministro dell’Interno in Italia non si arriva».

«Ho preso questo impegno, mi è costato una sequela di denunce, attacchi ma sappiano che più’ mi attaccano più vado avanti e non mi fermo. Non saranno quattro zecche – ha concluso – a spaventarmi».

«Un bacione e pane Nutella a chi vede i fascisti, i razzisti, i nazisti dove non ci sono. Che tristezza – ha aggiunto – nel 2019 ancora con la falce e martello. Siamo in democrazia, non torneranno né fascismo, nè nazismo, né comunismo però mi piacerebbe ci fosse un po’ più di rispetto».

Il ministro dell’Interno ha ringraziato le forze dell’ordine, polizia e carabinieri «che soprattutto a Torino devono tenere a bada quei deficienti dei centri sociali, la cui utilità sociale è pari a zero».

E sarebbero proprio di un centro sociale, le due attiviste che rischiano la denuncia per aver urlato, nei primi momenti del comizio di Salvini «Sei un fascista».

Le due militanti potrebbero essere denunciate infatti per oltraggio a corpo politico.

Salvini ha risposto alla protesta con un “Ti voglio bene”.

«L’ex Moi era una vergogna che si trascinava da tanti anni. Ora abbiamo messo soldi e uomini e quella vergogna è stata ripulita».

«A Torino – ha poi aggiunto il ministro dell’Interno – abbiamo messo soldi ed energie per tenere a bada quei deficienti dei centri sociali e per questo ringrazio le forze dell’ordine».

«Pensavano di farmi dispiacere. Invece erano belle. Ho detto loro “buona vita e figli maschi” – racconta il leader della Lega in riferimento al bacio saffico tra due ragazze durante un selfie col ministro dell’Interno a margine di un comizio elettorale a Caltanissetta.

«Ognuno per me può amare chi vuole. Figuriamoci se voglio lo Stato in camera da letto – aggiunge Salvini -. Ognuno ama chi vuole, fa quello che vuole, basta che non si dica che sono superate le parole mamma e papà. Perché un bambino, per venire al mondo, ha bisogno di mamma e papà».

 

foto di ©Rawsht Twana

foto di @Clelia Ventimiglia