Un confronto pubblico, in cui si possa discutere del salario minimo, lasciando da una parte la propaganda social e gli insulti a distanza.

È quanto chiede il senatore del Partito Democratico Mauro Laus, che ha proposto un decreto legge in netta contrapposizione con quello dei pentastellati. Da mesi intorno all’argomento si è accesso un forte dibattito, che però è rimasto rilegato alla commissione Senato (in quei rari casi in cui non veniva sconvocata all’ultimo secondo) o al massimo ai commenti lapidari.

Invece, come sottolinea Laus, il salario minimo orario è un tema che non si può liquidare cos. Anzi: bisogna spiegare agli italiani di cosa si stia parlando. Anche perché spesso e volentieri le cose dette non corrisponderebbero alla realtà.

«Quante stupidaggini ascolto sul salario minimo dai rappresentati del Movimento Cinque Stelle – dice Laus – A partire da Luigi Di Maio».

Ecco qui che il senatore lancia l’idea: un confronto pubblico. In realtà Laus, da tempo nel mirino dei Cinque Stelle, non è la prima volta che invita i grillini ad un faccia a faccia. Ma nessuno ha ancora raccolto il suo guanto di sfida.

Neanche il viceministro Laura Castelli, che all’esponente Dem ha più volte dimostrato la sua avversità politica. «Mi hanno insultato per anni – racconta Laus – e ora scappano dal confronto» Poi si rivolge direttamente al viceministro: «Anche tu Castelli dove sei? Battete un colpo, ma non su Facebook».

Infine l’appello: «Qualche giornalista di buona volontà o qualche associazione di categoria si attivi possibilmente prima delle elezioni per un confronto nel merito».