di Moreno D’Angelo

«Il Parco della Salute si farà, è di rilevanza nazionale. Nessun timore per il cambio di Guardia a Palazzo Civico». Ad esprimere con decisione questa posizione, per nulla scontata dopo le perplessità manifestate dalla neosindaca Chiara Appendino, sono l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta e la presidente del Consiglio Superiore di sanità, Barbara Siliquini. I due esponenti dei vertici regionali della Sanità ribadiscono che si tratta di un «progetto che intende valorizzare le attuali eccellenze e di crearne di nuove e di essere polo sanitario, didattico, di ricerca».

Quello della Sanità rappresenta un importante banco di prova per misurare le “relazioni” tra il neo sindaco pentastellato e la giunta regionale guidata da Sergio Chiamparino.
L’assessore Saitta ha precisato come appena dopo l’insediamento di Appendino la Regione si incontrerà con la sindaca e che si riuniranno tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione del Parco della Salute. «Al sindaco – ha aggiunto Saitta – spiegheremo il progetto che ha ottenuto i finanziamenti del Ministero e, l’interesse manifestato anche da privati internazionali. Faremo osservare che è un progetto, da realizzarsi nell’area dell’ex Avio e che sta in piedi a prescindere dalla vendita delle aree dismesse. E’ nostra intenzione continuare a lavorare con il Comune di Torino e siamo fiduciosi che questo avverrà». Entrando nel dettaglio il quadro finanziario contempla fondi pubblici già sbloccati per 250 milioni cui se ne potrebbero aggiungere altri 170-180 da fondi sociali europei.

Il pensiero espresso da Saitta trova il consenso di Ezio Ghigo,direttore della Scuola di Medicina: «Abbiamo sottoscritto un accordo di programma. Sarebbe sorprendente se tutto il lavoro già fatto venisse dissipato e si ritornasse a fare il gioco dell’oca». Le dichiarazioni sono state raccolte nel corso del nuovo Master Universitario in Direzione Strategica delle Aziende Sanitarie. Ora le orecchie sono tese verso cosa dirà Chiara Appendino in merito a un importante progetto che sembrerebbe ormai cosa fatta.