Rousseau ha detto sì. 79.634 dei 117.194 mila iscritti hanno votato dalle 9 alle 18. E i pentastellati hanno detto che l’accordo di governo con il Partito Democratico si può fare:  79,3% dei sì, mentre i no sono stati il 20,7% .

Il risultato è stato pubblicato sul Blog delle Stelle intorno alle 19.30, con tanto di certificazione del notaio.

Poi Luigi Di Maio in conferenza stampa: «Il voto è stato un plebiscito. I nostri punti sono entrati tutti nel programma di governo. Con Beppe (Grillo, ndr) abbiamo avuto una differenza di vedute sui 20 punti, perché pensava fossero troppo pochi. Ci vogliamo bene, continuiamo a volerci bene, lavoriamo insieme e lo ringrazio».

«Guardiamo a legislatura che duri 5 anni, il nostro non sarà un governo di destra o di sinistra ma delle cose giuste. Non essere vicepremier non è un passo indietro, ma un motivo di orgoglio».

«Le persone sono importanti perché uno non vale l’altro, mi auguro che l’esperienza dei cinque stelle in Parlamento, nei consigli regionali possa essere una risorsa nel futuro governo.  Per quanto riguarda le prossime amministrative invece Di Maio ha chiarito che il Movimento Cinque Stelle non è attrezzato «per alleanze con altri partiti sui territori, ma solo con liste civiche».

“Ora andiamo a cambiare l’Italia” ha scritto su Facebook un trionfate Nicola Zingaretti, segretario del Pd.