Giunti ben oltre il giro di boa scopriamo come Cristiano Ronaldo abbia pienamente rispettato quelle che erano le attese e le aspettative. Cosa non facile, se hai 33 anni, sei prossimo ai 34 e arrivi in un campionato tatticamente difficile, che magari non sarà la Serie A di un tempo ma che con gli anni non ha lesinato grosse delusioni a bomber autorevoli venuti in Italia convinti di spaccare il mondo e dominare la classifica dei bomber.

Cr7 appartiene evidentemente a quella categoria di fuoriclasse che di fronte alle pressioni e nuove sfide non si lascia schiacciare e tanto meno spaventare, prendendosi dopo un inizio di stagione un po’ così e dominato dal sorprendente Piatek, lo scettro di Re dei bomber, almeno per il momento. Con uno Scudetto oramai nelle tasche, oltre dieci punti di vantaggio sul Napoli ma soprattutto il contemporaneo ritorno della Champions League, il grande obiettivo di stagione della Vecchia Signora, non è improbabile che il lusitano possa tirare il fiato in diverse partite. Soprattutto in quelle prima della fase a eliminazione diretta, un fattore che potrebbe rappresentare una discriminante importante nel titolo di cannoniere.

Dopo la 19esima rete realizzata contro il Frosinone, Ronaldo ha confermato il suo ruolo di favorito assoluto al titolo di capocannoniere. Quello più accreditato al posto d’onore resta sempre più Piatek, forse soprattutto in seguito al suo passaggio al Milan. Se al Genoa con l’avvento di Ballardini aveva fermato la sua corsa, il passaggio in rossonero sembra pienamente averlo riportato ai ritmi infernali di inizio stagione, quando aveva trovato la via della rete per ben sette partite di fila.

A proposito di marcatori seriali, Quagliarella dopo aver eguagliato la striscia ultraventennale di Batistuta resta sul podio dei favoriti, nonostante non trovi il gol da due partite. Più dietro però scopriamo quelle che sono le maggiori novità, in negativo. I protagonisti degli scorsi anni stanno arrancando, andando ben oltre le più pessimistiche ipotesi.

È il clamoroso caso di Icardi, che non segna su azione dal 29 ottobre in campionato ed è persino fuori dalla doppia cifra. Il recente terremoto che lo ha coinvolto all’Inter certo non lo aiuterà a rimpinguar un bottino avaro fin qui. Lo stesso si può dire per Immobile, lo scorso anno capocannoniere a pari merito proprio con l’argentino a fine torneo ma soprattutto Dzeko. Il bosniaco ha mostrato segnali di ripresa solo negli ultimissimi tempi, ma sino a tre partite fa il suo bottino narrava di appena due reti, esattamente quelle di Dybala.

Non mancano le sorprese in positivo, dalla presenza fissa in rete di Milik dopo i tormenti fisici delle precedenti due stagioni alla vena di El Shaarawy, in gol da tre partite di fila dopo l’infortunio e che punta dritto alla doppia cifra, che manca dai tempi del Milan. E poi ci sono i bomber improvvisati come Mancini, che sta emulando le orme di Caldara all’Atalanta, ma soprattutto Kolarov: il terzino sinistro della Roma è il secondo miglior marcatore della Serie A fra i giallorossi.