Roberto Rosso, da una settimana in carcere con l’accusa di aver comprato voti da esponenti legati alla ‘Ndrangheta, si è dimesso da consigliere, ruolo che ricopriva sia in consiglio regionale che comunale di Torino.
«Una decisione personale maturata nella sua coscienza per il rispetto verso le Istituzioni e i cittadini» ha dichiarato il suo legale Giorgio Piazzese che ha ribadito come il suo assistito sia «Consapevole della propria totale estraneità alla criminalità organizzata, auspica che la vicenda sia trattata nelle competenti sedi giudiziarie, le sole dove può e deve trovare soluzione».
Subito dopo la misura cautelare Rosso aveva dato le dimissioni dal ruolo di assessore che ricopriva nella giunta regionale di Alberto Cirio, mentre nulla era stato comunicato sul suo ruolo di consigliere tanto che Marco Grimaldi aveva chiesto in aula del Consiglio Regionale se Rosso sarebbe rimasto al suo posto tra i banchi di Fratelli d’Italia.
Ora le dimissioni da consigliere sono già state ufficializzate sia in piazza Castello, sia a Palazzo di Città è come precisa l’avvocato Piazzese: «Roberto Rosso non era obbligato a dimettersi, la sua è stata una scelta etica autonoma per senso di responsabilità politica».

Davide Nicco, ex sindaco di Villastellone, il primo escluso in Consiglio regionale di Fratelli d’Italia. Commercialista revisore dei conti, vicesegretario provinciale del partito di Giorgia Meloni e membro del coordinamento regionale, subentrerà a Roberto Rosso a Palazzo Lascaris. In Consiglio comunale, invece, il primo dei non eletti di Fratelli d’Italia è Raffaele Petrarulo, ragioniere commercialista consigliere della Circoscrizione 6.