Undici poliziotti e due militari sono rimasti feriti in una rivolta scoppiata ieri notte nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Torino.

I migranti hanno divelto i mattoni dei muri dell’area viola, ristrutturata di recente dopo i danni causati da un incendio appiccato durante una sommossa, e li hanno lanciati contro le forze dell’ordine. La rivolta all’interno del Cpr al termine della mobilitazione anarchica contro i Centri: presidi e cortei che, da venerdì 31 gennaio, si sono alternati fuori dal complesso di corso Brunelleschi.

Gli investigatori della Questura stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza per individuare i responsabili.

Commenta quanto accaduto il presidente del consiglio regionale del Piemonte Stefano Allasia: «Esprimo solidarietà alle forze dell’ordine per l’ennesima aggressione avvenuta questa notte presso il Centro di permanenza per il rimpatrio di corso Brunelleschi a Torino. È inaccettabile che undici poliziotti e due militari siano rimasti feriti colpiti da mattoni mentre facevano il loro lavoro. Atti come questi sono da reprimere con fermezza. Dietro a queste violenze c’è una regia occulta guidata dalle frange estremiste degli anarchici . Le rivolte presso il Cpr di Torino sono ormai all’ordine del giorno, nessuna tolleranza verso delinquenti e violenti, serve il pugno duro».

«Esprimo la mia piena solidarietà agli uomini delle forze dell’ordine che questa notte sono stati vittime di lancio di mattoni e oggetti durante l’ennesima rivolta avvenuta al CPR di corso Brunelleschi. La situazione è grave e bisogna procedere immediatamente al rimpatrio dei criminali che si macchiano di questi gesti – afferma l’assessore regionale alla sicurezza Fabrizio Ricca -. È l’ora di dire basta a questa violenza continua, rinfocolata dai centri sociali che sostengono chi aggredisce le forze dell’ordine».

«Basta violenze. Solidarietà agli agenti feriti» – dichiara la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli.

«Dopo gli incendi delle scorse settimane, i clandestini del Centro di permanenza e rimpatrio, supportati come di consueto dal movimento anarchico, ieri notte hanno pensato bene iniziare una rivolta lanciando mattoni – spiega Montaruli – . Quella del CPR è una situazione insostenibile, che obbliga le forze dell’ordine ad uno sforzo inaudito e inaccettabile. È evidente che essere l’unico CPR del Nord Italia voglia dire, per i nostri agenti, svolgere un lavoro che per carenza di organico e leggi buoniste non è più dignitoso. Nelle prossime settimane è prevista una visita della Commissione Affari Costituzionali, intanto però chiediamo che gli immigrati coinvolti vengano rimpatriati immediatamente».