Un rifugiato senegalese, Ousseynou Fall, è stato iscritto all’anagrafe di Rivalta, comune di 20 mila abitanti in provincia di Torino, nonostante il divieto del Decreto Sicurezza.

A procedere alla registrazione è stato personalmente il sindaco, Nicola de Ruggiero. «Mi auguro che questo mio gesto non sia isolato e che anche altri primi cittadini in Italia accolgano le istanze di iscrizione all’anagrafe di migranti e richiedenti asilo – ha spiegato de Ruggiero – in modo che si possa portare il problema all’attenzione del nuovo governo, perché l’esecutivo ponga presto rimedio a una situazione potenzialmente lesiva e discriminatoria».

L’iscrizione all’anagrafe, a cui seguirà il rilascio della carta d’identità, è stata chiesta per motivi lavorativi dalla Cooperativa Le Soleil di Verrès. Grazie al rilascio della carta d’identità Ousseynou Fall potrà lavorare regolarmente come magazziniere in una ditta di Torino.

«Ben conoscendo le disposizioni contenute nel Decreto Sicurezza ho deciso di procedere personalmente alla registrazione di Ousseynou Fall – spiega Nicola de Ruggiero – per tutelare gli uffici e i dipendenti comunali e garantire al cittadino un diritto».

Consapevole di non rispettare le disposizioni dettate dal Decreto Sicurezza, il sindaco ha inviato l’atto di iscrizione all’attenzione del signor Prefetto di Torino perché possa assumere i provvedimenti opportuni.

Aggiungono da Rivalta: «Intanto la registrazione di questa mattina permetterà a Ousseynou Fall di non perdere diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione come il diritto alla salute, al lavoro e alla casa».

L’azione di disobbedienza nei confronti del Decreto Sicurezza del sindaco Nicola de Ruggiero arriva dopo la decisione delle amministrazioni di Piossasco e Rivalta di accogliere l’appello lanciato un mese fa dal Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi, che ha fortemente criticato il Decreto Salvini invitando i Comuni «a un atto di disobbedienza civile».

Ousseynou Fall è domiciliato al Centro di Accoglienza Straordinaria di strada del Dojrone, gestita dalla cooperativa Le Soleil di Verrès ed è in possesso del permesso di soggiorno provvisorio da quando ha formalizzato l’istanza di riconoscimento della protezione internazionale. Nella struttura del CAS del Dojrone risultano domiciliate una quarantina di persone, alcune da ormai tre anni.

«Pur trattandosi di una sistemazione non definitiva e transitoria – evidenziano dal Comune di Rivalta- il Centro di Accoglienza, con le sue attività lavorative e sociali, rappresenta una valida alternativa alla vita di strada. Troppo spesso, infatti, sono proprio i soggetti deboli e emarginati a essere reclutati in attività illecite e criminose».