«Abbiamo trovato tutte le coperture. Verranno soprattutto dalla spesa pubblica e dai settori improduttivi». Ad annunciarlo è il sottosegretario Graziano Delrio, che ha spiegato come grazie alla spending review sarebbe stato possibile individuare 6 dei 6,6 miliardi necessari per procedere al taglio dell’Irpef e, di conseguenza, per coprire lo sconto in busta paga di 80 euro dei lavoratori dipendenti. Il resto delle risorse, assicurano da Palazzo Chigi, arriverebbe invece dall’Iva dovuta da chi incassa i pagamenti della Pubblica amministrazione.

Previsto per oggi alle 18 il varo del Documento economico finanziario, Def. Il testo, stando alle indiscrezioni, è praticamente pronto anche se il consiglio dei ministri di questo pomeriggio potrebbe apportare le ultime modifiche.

Il Documento definirà il piano nazionale delle riforme e le indicazioni fondamentali della politica economica del governo. Obbiettivi dichiarati: tagliare il cuneo fiscale a favore dei lavoratori ottenendo le risorse attraverso i tagli alla spesa pubblica e ridurre l’Irap prima del 5% e in seguito del 10% coprendo la manovra con l’aumento della tassazione delle rendite finanziarie che passerà dal 20 al 26%. Nel testo che dovrebbe essere approvato oggi, comunque, i tagli non appariranno nel dettaglio ma verranno riportate solo le macrocifre.

Il Documento dovrebbe poi delineare anche il piano di privatizzazione che dovrebbe ridurre il debito pubblico coprire per circa 20 miliardi i pagamenti della Pubblica amministrazione. Uno dei cavalli di battaglia di Renzi, che tante polemiche ha suscitato in seguito al botta e risposta tra il premier e l’ad di Trenitalia, Moretti, sarà poi il taglio degli stipendi ai manager pubblici. Fino ad ora non è trapelata nessuna notizia certa, ma stando ad alcune indiscrezioni circolate in questi giorni, i nuovi tetti dovrebbero attestarsi a 270 mila euro per i vertici, 190 mila per i capi dipartimento, 120 mila euro per i dirigenti di prima fascia, 80 mila per quelli di seconda. Il taglio porterebbe dunque a un risparmio di 700 milioni l’anno.

Dovrebbero poi seguire i tagli a quelli che il presidente del Consiglio ha definito “enti inutili”: dal Cnel all’Aci alla Motorizzazione Civile. Così come ai Ministero della Difesa e degli Esteri. Capitolo delicato è poi quello della sanità, anche se il ministro Lorenzin insiste che a riguardo più che tagli saranno effettuate oculate mosse di risparmio, volte a reinvestire 10 miliardi in circa 4 anni nel sistema sanitario nazionale.

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