Ci si era cullati in una illusione. Erano davvero in molti a credere con orgoglio che il portavoce e capo ufficio stampa della sindaca di Torino, Chiara Dolores Appendown, fosse la risposta sabauda al Ringhio meneghino Rino Gattuso, di cui il nostro ricalca alcuni tratti fisiognomici. Ma il portavoce, Luca Pasquaretta, noto anche agli addetti ai lavori per gentilezza ed educazione professionali diciamo un po’ spartane, ci ha delusi con le ultime rivelazioni sulle deposizioni dell’inchiesta di piazza San Carlo.

Dai documenti è emerso che il giorno successivo alla drammatica serata del 3 giugno, fu il portavoce della sindaca a suggerire al professionista incaricato del progetto della serata di assumersi tutte le responsabilità delle inefficienze e storture organizzative emerse in piazza San Carlo, apparse visibili ad occhio nudo al di là del disastro.

Ad una lettura innocente, pare che nessuno a Palazzo di giustizia si sia meravigliato della garbata forzatura dello staff municipale iperprotettivo verso la sindaca. Iniziativa verosimilmente dettata dalla ragione di Stato, nel solco della migliore tradizione della stessa sindaca che da Cardiff (in tempo reale, prudentemente) aveva scaricato già tutte le colpe sugli organizzatori dell’evento.

Ora per il portavoce, Ringhio coi deboli, Ringhietto coi forti – lo si scrive con sincero compatimento – la pubblicazione degli atti è un colpo basso, decisamente troppo basso anche per chi come lui non è un gigante. Si ha come la sensazione di un redde rationem nei sui confronti alimentato anche da sarcastiche illazioni su mirabolanti progressioni di carriera che lo vedrebbero chiedere in cambio dei suoi servigi un posto nel consiglio d’amministrazione della Rai.

Ma in viale Mazzini possono dormire sonni tranquilli sugli approdi futuri di Ringhietto: per invogliare i bambini ad addormentarsi non si “minaccia” forse l’arrivo del bau bau…?