Sono migliaia di lavoratori scesi in piazza a Torino questa sera per manifestare contro il declino e per chiedere un confronto sul futuro della città.

Un corteo, organizzato da Cgil, Cisl e Uil, a cui hanno partecipato anche il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, la sindaca Chiara Appendino, l’assessore regionale Andrea Tronzano. Non mancano i parlamentari, partiti e le associazioni.

I lavoratori sfilano dietro uno striscione: un’immagine a colori di piazza Castello e la scritta in bianco e nero “Contro il declino Torino scende in piazza”.

«Sono qui per dimostrare la mia vicinanza a chi vive momenti difficili come ho fatto ai cancelli dell’Embraco – dice la sindaca Chiara Appendino – Bisogna costruire un percorso, serve welfare, collaborazione con gli atenei, lo stiamo facendo. Siamo stati tra i primi con la Regione, i sindacati e istituzioni a fare partire il progetto dell’area di crisi: da un lato costruire poli per ridare forza alla vocazione industriale, c’è poi il turismo. Purtroppo la crisi c’è e morde».

« “Il lavoro è una priorità assoluta della nostra Giunta. Quando ho iniziato il mio primo giorno l’ho passato con i lavoratori del Mercatone uno e il primo atto è stato anticipare con la convenzione con le banche l’arrivo della cig, che ora si può anticipare immediatamente. Non dobbiamo fare solo soccorso ma anche certezze. A inizio 2020 presenteremo piano competitività che mette 400 mln sul tavolo per il rilancio delle attività produttive», commenta il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Per il segretario della Cisl torinese, Domenico Lo Bianco, la manifestazione di questa sera «è una bella risposta della città, uno scatto d’orgoglio per riscoprire il senso d’appartenenza e ridare a Torino il ruolo di città europea che merita di avere. Questa manifestazione è un richiamo alle istituzioni, alle forze politiche e produttive perché insieme si può costruire un’idea sviluppo e dare prospettiva ai giovani e ai più fragili».

Aggiunge Gianni Cortese della Uil: «Il lavoro è un tema sentito perché riguarda tutte le età, pensionati, giovani. Il problema è anche il futuro degli stridenti universitari che non trovano sbocco occupazionale nel territorio»

«Politecnico, Università e fondazioni hanno fatto un progetto per Torino, ma mancano i rappresentanti dei lavoratori. Se si dimezzano i posti di lavoro non c’è futuro. La Politica deve esercitare il suo ruolo», conclude Enrica Valfrè, segretaria della Cgil Torino.