La firma del protocollo di intesa tra Città, Regione, Diocesi e Prefettura per il superamento dei campi nomadi a Torino è notizia di poche ore. Fabrizio Ricca, segretario cittadino della Lega, capogruppo in Consiglio comunale, nonché assessore regionale alla Sicurezza è più che soddisfatto.

«Siamo soddisfattissimi perché avevamo promesso di intervenire in modo veloce su quelle che erano le problematiche della città e oggi, con la firma del protocollo che porterà alla chiusura di via Germagnano 10, abbiamo raggiunto un altro step, dopo l’ex moi, dopo il mercato di libero scambio, dopo aver presentato la legge che andrà in votazione in aula in consiglio regionale per la chiusura dei campi nomadi in tutta il Piemonte. Voglio ricordare che se oggi questo risultato è stato possibile, è anche grazie alla firma del protocollo con l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini».

Per quando sarà chiuso via Germagnano 10?

Il campo nomadi sarà chiuso entro Natale. Abbiamo velocizzato il progetto che già esisteva, insieme alla Curia e al Comune sono stati fatti dei percorsi di accompagnamento, è chiaro che non possiamo pensare di accompagnarli tutti. Via Germagnano 10 conta 70 persone, legali. 330 sono in strada dell’aeroporto. Circa 400 in via Germagnano sono illegali. Chi ha voglia di integrarsi e quindi di rispettare le regole, verrà accompagnato con dei programmi adeguati; chi porrà resistenze verrà allontanato: ad esempio, l’accordo firmato con il ministro degli Interni la scorsa settimana prevede il daspo urbano.

Tra poche settimane finirà questo 2019 e da gennaio inizierà una lunghissima volata per le amministrative del 2021. Si sente pronto per il countdown?

Il mio countdown è iniziato ne 2016. Chiunque avesse vinto al ballottaggio tra Cinque Stelle e centrosinistra sarebbe stato comunque una scelta sbagliata per la città. Facciamo il mea culpa perché il centrodestra poteva fare scelte diverse. Oggi cerchiamo quotidianamente di lavorare per il bene di Torino, migliorando le scelte della maggioranza.

E sulla sindaca Appendino? C’è chi dice che abbia preso certe decisioni per assecondare la sua maggioranza, altri che in realtà questo è un alibi.

Quello che posso esprimere sulla sindaca Appendino non può che essere un giudizio negativo. Ha dato speranze alla città, che poi sono state disattese. Ha illuso Torino che oggi vive un momento di forte difficoltà.

Eppure Torino, nelle classifiche delle città dove si vive meglio, non è in posizione negativa

È facile commentare una città in modo positivo per chi non la vive, basandosi soltanto sull’apparenza. Un turista viene invaso e conquistato dalla bellezza della città senza aver idea di ciò che significa viverci ogni giorno. Anche Roma è una città meravigliosa per ci arriva da lontano ma per chi quotidianamente fa i conti con i servizi, la realtà è ben diversa.

Cosa manca per Torino?

Non c’è un idea della città per il futuro. Si pensa esclusivamente ad amministrare l’oggi, con salassi quali le multe per chiudere il bilancio, anche dalla ztl sulla quale l’Amministrazione ha progetti che contrasteremo in ogni modo.

Eppure il traffico cittadino dovrà essere regolato e contenuto. In questo modo di muovo tutte le grandi città europee.

Non lo si fa aumentando gli oneri a carico dei cittadini, esasperandoli, e criminalizzando la circolazione automobilistica. Bisogna guardare alla Città nel suo complesso: non siamo Milano, non abbiamo cinque linee della metropolitana, non abbiamo un servizio di trasporto efficiente nonostante Gtt provi, con gli strumenti, che ha a far funzionare quello che è esistente.

Come si prepara la Lega al 2021?

Torino ha un potenziale incredibile che non è sfruttato anzi, la città sta tornando indietro di vent’anni. Noi parliamo tutti i giorni coi cittadini, ci confrontiamo, cerchiamo di essere il punto di riferimento di tanti e le elezioni regionali hanno dimostrato che è il modo giusto di lavorare, siamo il secondo partito in città. Ora l’obiettivo è costruire un programma serio di governo alla città.

Chi lo costruisce, questo programma? Faccia un identikit del vostro candidato sindaco ideale. Chi sarà? È autorizzato a non escludersi.

Sicuramente non è Fabrizio Ricca, non perché io non mi voglia spendere per la città, ma oggi sono assessore regionale, è un compito delicato e di grande responsabilità: voglio svolgerlo al meglio e non voglio confondere le due cose. L’ho già detto molte volte quindi non credo davvero che sarò io il candidato della Lega. Deve essere un sindaco che sa ascoltare i cittadini.

Le regole di ingaggio, però, le farà la Lega. Quindi il nome lo farete voi?

Parlare oggi del nome del sindaco senza sapere che cosa questo candidato vorrà fare è sbagliato. Noi abbiamo la fortuna di avere due anni, dalla vittoria della Regione, che stiamo utilizzando la meglio per arrivare all’appuntamento elettorale per le amministrative di Torino. Abbiamo il dovere di far vedere ai torinesi che sappiamo governare.

Il vostro lavoro in Regione sarà quindi lo sponsor per le prossime elezioni Amministrative 2021?

Vogliamo evitare di fare come i Cinque Stelle che si sono presentati con un bagaglio di esperienze pari a zero che ssi sono poi palesate quando è stato il momento di governare la città. Noi siamo diversi: prima i programmi seri e attuabili e la garanzia che ciò che proponiamo siamo in grado di realizzarlo.

E le Sardine? Si sono riunite in un mini congresso e dicono che in Emilia Romagna sosteranno in centrosinistra. Che ne pensa?

Le Sardine sono il nulla cosmico: rappresentano un vuoto lasciato dal Pd e dal Movimento Cinque Stelle che hanno paura di scendere in piazza. Come tutti i vuoti, prima o poi vengono riempiti. Non sono niente di più che quelli che manifestavano contro Salvini durante la campagna elettorale; lo fanno solo in modo più edulcorato, senza i centri sociali, e con un’aggregazione un po’ più strutturata. Però sono perplesso.

Cosa non la convince?

È strano che qualcuno faccia delle manifestazioni contro l’opposizione, come nei regimi totalitari. A Roma ha preso il microfono una ragazza che rivendica la bontà della lotta fatta dai palestinesi verso Israele. Evidentemente chi va a queste manifestazioni non sa di cosa si tratta. E poi, anche quelle del movimento di Greta…

A Torino è arrivata venerdì scorso. Piazza piena, piazza vuota… lei come l’ha vista?

Le manifestazioni del Fridays for Future fatte il venerdì mattina quando i ragazzi vanno a scuola riempiono piazza Castello, se fatte al pomeriggio sono un flop perché la scuola è chiusa. Forse fa capire che non c’è un vero contenuto, comunque a parlare saranno le urne, a gennaio in Emilia Romagna e in Calabria e quelli saranno i risultati che per noi saranno attendibili.