Aveva detto che era suo desiderio chiarire tutto davanti al magistrato. Spiegare che si era trattato di un grosso equivoco. Altro che estorsione alla sindaca di Torino!

Invece Luca Pasquaretta, ex portavoce di Chiara Appendino, accusato di averla ricattata per ottenere un nuovo posto di lavoro, dopo che era stato messo alla porta e prima di diventare portavoce della sottosegretatia dell’Economia Laura Castelli, questa mattina non si è presentato in Procura all’interrogatorio.

La scorsa settimana aveva ricevuto l’avviso di garanzia per i reati di estorsione, turbativa d’asta e traffico di influenza illecita, e l’invito a comparire davanti al pubblico ministero che sta indagando sulla vicenda, Gianfranco Colace.

In verità già nella serata di ieri circolavano voci sul fatto che Pasquaretta, difeso dall’avvocato Stefano Caniglia, non si sarebbe presentato e che l’interrogatorio sarebbe slittato.
«Visto le gravi accuse per ragioni di prudenza e cautela abbiamo ritenuto che fosse il caso di avvalersi della facoltà di non rispondere» ha commentato Caniglia che ha definito il suo assistito «provato per quanto sta accadendo».

E così è stato.

Al momento Colace ha potuto ascoltare l’assessore al Commercio Alberto Sacco, amico di Pasquaretta (presentò lui il giornalista alla sindaca) perché informato dei fatti e Chiara Appendino, parte lesa, secondo gli inquirenti, nella vicenda.