La Regione Piemonte ha firmato ieri un protocollo d’intesa sperimentale contro il caporalato, che coinvolge istituzioni, associazioni datoriali e sindacali: oltre alla Regione, l’Agenzia Piemonte Lavoro, le Prefetture piemontesi, l’ispettorato del lavoro, Inps, Inail, Anci Piemonte, Flai Cgil e Cgil Piemonte, Fai Cisl e Cisl Piemonte, Uila e Uil Piemonte, Coldiretti Piemonte, Cia Piemonte, Confgricoltura, Lega Coop e Confcooperative Piemonte, Arcidiocesi di Torino e Diaconia Valdese.

Lo scopo è garantire trasparenza e regolarità nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro stagionale in agricoltura, affrontando in modo condiviso le problematiche legate alla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, alla legalità, al trasporto e all’integrazione sociale e abitativa dei lavoratori, in gran parte di origine straniera.

La situazione è particolarmente difficile nel Saluzzese: Saluzzo è il centro più grande e lo snodo principale dei 23 “comuni della frutta”. Qui, l’anno scorso, il PAS per la prima accoglienza dei lavoratori stagionali ospitava 368 persone e ne aveva registrate più di 400 cui offriva servizi igienici e uso della cucina. Al di fuori del PAS restavano accampate circa 200 persone.

Grazie al protocollo sarà inoltre attivato in via sperimentale uno sportello dedicato al collocamento pubblico in agricoltura, con l’obiettivo di conoscere e definire il fabbisogno di manodopera, snellire le procedure legate ai contratti di lavoro, prevenire fenomeni di irregolarità.

«È un passo importante, che chiedevamo da tempo – spiega il capogruppo di LeU Marco Grimaldi – Dopo i nostri sopralluoghi, assieme al sindacato abbiamo sottolineato anche la necessità di un centro per l’impiego mobile per rendere trasparente lo scambio fra domanda e offerta e vigilare sulle tutele e sui diritti dei lavoratori. Solo la dignità del lavoro può fermare la filiera sporca».