di Bernardo Basilici Menini

Marco Grimaldi, capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà nel Consiglio regionale del Piemonte, ha presentato oggi una richiesta di comunicazione urgente alla Giunta regionale, sulla vicenda dei lavoratori del Consorzio Venaria Reale.
L’azienda che gestisce i servizi della Reggia, infatti, ha avviato i licenziamenti collettivi dei lavoratori, dal momento in cui non ha avuto la proroga dell’appalto.
Ma non solo. Nel nuovo appalto non è prevista la clausola sociale, vale a dire l’obbligo per il vincitore di una gara di assumere prioritariamente i lavoratori e le lavoratrici che erano già impiegati nel precedente appalto .
In altre parole: per i lavoratori del Consorzio la prospettiva è quella della perdita del lavoro senza ritorno.
Proprio per questo ieri i lavoratori hanno manifestato in piazza Castello, dopo aver avuto un incontro in prefettura. Anche i contratti che verrebbero firmati con il nuovo contratto fanno discutere: anzitutto manca la clausola di salvaguardia per i licenziamenti illegittimi. Sembra inoltre che in prospettiva ci sia un taglio del 40% delle ore e degli importi economici.

«Spero che il bando del Consorzio della Venaria Reale venga revocato –ha detto Grimaldi- Se non è possibile prorogare l’appalto precedente, vengano subito inserite le norme votate dal consiglio sulla giusta retribuzione (in questo caso la piena applicazione del contratto di Federcultura) e sulle clausole sociale e di tutela dal legittimo licenziamento.

«Mi domando come si possano conciliare le code agli ingressi della Reggia e il taglio dei servizi previsti nell’appalto. Anche venissero reintegrati tutti i lavoratori per quante ore saranno impiegati? La mozione votata dal Consiglio Regionale sulla giusta retribuzione e il rispetto dei criteri stabiliti dai contratti collettivi nazionali maggiormente rappresentativi per tutti gli appalti a partecipazione regionale, dovrebbe servire proprio a far cessare queste situazioni inaccettabili.

«Dobbiamo dire basta al lavoro povero e ricordare che il settore culturale vive sulle spalle di chi apre e si prende cura ogni giorno dei nostri musei e del nostro patrimonio artistico –conclude Marco Grimaldi- Sottolineare l’autonomia delle stazioni appaltanti e invitare i direttori delle stesse a monitorare non basta più; bisogna prendere sul serio il diritto dei lavoratori alla giusta retribuzione e fare in modo che sia rispettato».