Entro la settimana inizieranno l’attività nei Centri per l’impiego i 176 navigator assunti in Piemonte che stanno ultimando il percorso di formazione iniziato a luglio.

Lo annuncia l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Elena Chiorino: «Nonostante tutte le difficoltà il Piemonte ha dimostrato grande prontezza ed efficienza, agendo con tempestività e rispettando tutte le procedure previste dal Ministero. Ci siamo subito attivati per mettere a regime, insieme agli altri enti coinvolti, il sistema dell’erogazione del reddito di cittadinanza e la formazione dei navigator».

Alcune criticità ancora da risolvere, ad esempio la necessità di «verificare alla prova del campo tutto il processo, dalla richiesta all’erogazione e il dialogo, anche per quanto riguarda le piattaforme informatiche, fra tutti i soggetti coinvolti. Un sistema del tutto nuovo che, per forza di cose, necessita ancora di essere armonizzato. In questo contesto già non semplice – aggiunge – occorre anche considerare il cronico affanno in cui versano i Centri per l’impiego che soffrono di una “storica” carenza di personale, per questo nei prossimi mesi sarà affrontata la loro riorganizzazione per favorirne l’aumento dell’efficienza e dell’efficacia e sono convinta che, partendo dalla razionalizzazione delle risorse e delle professionalità di cui già disponiamo, potremo migliorare il servizio offerto e consentire a tutto il sistema di funzionare in maniera più fluida e armonica».

Chiorino, tuttavia, non nasconde la contrarietà al reddito di cittadinanza che considera «una misura non utile per chi è in cerca di lavoro. Si tratta al contrario di un provvedimento dalla chiara impronta assistenzialista, che non risolve il problema della disoccupazione e che rischia, al contrario, di creare immobilismo e false aspettative. L’unica ricetta per combattere la disoccupazione non è distribuire pochi soldi a pioggia, ma investire sulle imprese. Penso, in particolare, a quelle del manifatturiero piemontese che potremmo incentivare e sostenere con azioni che prevedano una progressiva riduzione delle imposte inversamente proporzionale al numero di nuove assunzioni», conclude.