Temo che alla fine uno dei lasciti più difficili da gestire che ci consegneranno Chiara Appendino e i suoi consiglieri del Movimento Cinque Stelle sarà la delegittimazione dell’istituzione Comune di Torino.

Fare il Sindaco, l’Assessore, il Consigliere Comunale dovrebbe essere un onore. Si tratta di compiti difficili se uno vuole svolgerli bene. Richiedono preparazione, studio, fatica, lavoro, autorevolezza.

Questi anni di mediocrità, guazzetto e qualunquismo grillino non solo hanno portato danni concreti e tangibili a Torino, e questi sono sotto gli occhi di tutti, ma hanno anche contribuito fortemente a delegittimare l’istituzione.
Quando persone, in qualche caso anche bravissime persone, sono palesemente inadeguate e occupano incarichi importanti chiunque può erroneamente sentirsi legittimato a pensare “beh, se c’è lui/lei lì, perché non io”.

E invece no, cavoli. Proprio no. Amministrare una città come Torino è una cosa difficile. Non ci si improvvisa. Se siamo in queste condizioni al limite della barzelletta ci sono delle ragioni.

Qualità etiche e morali, autentica indipendenza di azione e di giudizio, esperienza amministrativa e competenza in chi si candida ad amministare dovranno essere i nostri capisaldi per la ricostruzione della Città.

Occorre un progetto forte di Città per far ripartire Torino dopo questi anni bui ma occorre anche presentare una classe dirigente autenticamente credibile.

In questo fare delle scelte coraggiose e aprire anche la politica alle forze migliori e più vitali della società torinese devono essere nostri imperativi per il futuro.

Qualità, anche questo serve per ripartire.

Scritto da Stefano Lo Russo, capogruppo Pd in consiglio comunale a Torino