Gino Michele Domenico Arnone, stimato avvocato torinese, nato nel 1984, a Magdeburg, nell’allora Germania dell’Est.
Non vedrà mai il crollo del muro, perché la sua famiglia si trasferì in Italia poco prima. Laureato in Giurisprudenza nel 2008, nel marzo 2013 consegue un dottorato in diritto civile e comparazione giuridica.
Per un primario studio legale torinese si è occupato della quantificazione dei danni per alcuni dei disastri che hanno destato maggiore allarme nell’opinione pubblica torinese.
Arnone infatti è specializzato nel risarcimento del danno alla persona con particolare “riferimento alle macrolesioni ed ai sinistri mortali anche transfrontalieri (rca, malasanità, infortuni sul lavoro, danni da crollo, danni da incendio, incidenti aerei, marittimi, ferroviari)”.
Ha scritto libri, interviene su riviste giuridiche. Insomma un curriculum di tutto rispetto.
Ma Arnone in questi giorni è conosciuto anche da chi non bazzica gli studi professionali perché candidato alla Camera dei Deputati, collegio Torino 1 per CasaPound Italia.
Già, come avevamo scritto alcuni giorni fa, CasaPound non attira più solo nelle periferie o nelle curve, ma anche in certi ambienti. Abbiamo incontrato l’avvocato Arnone per meglio comprendere, direttamente dal suo punto di vista, cosa sta accadendo.

È inutile girarci attorno, tanto o prima o poi questa domanda gliela voglio proprio fare: avvocato Arnone lei è fascista? E se lo è cosa significa esserlo oggi nel 2018?

Vede io sono nato nel 1984, il fascismo è finito nel 1945. Quindi non posso essere definito “fascista” in senso tecnico. Ma poi scusi che vuol dire essere fascisti? Personalmente mi pare un’etichetta eccessivamente inflazionata. Pensi che nel 1973 Pier Paolo Pasolini invitava Alberto Moravia a riflettere se l’antifascismo rabbioso che veniva sfogato nelle piazze a fascismo finito non fosse invero un’arma di distrazione che la classe dominante usava contro studenti e lavoratori per vincolare il dissenso. Spingere le masse a combattere un nemico inesistente – sosteneva Pasolini – favoriva solo il consumismo strisciante che si insinua e logora una società già moribonda. Trovo di un’attualità sconvolgente le riflessioni di Pasolini: oggi le sinistre, in emorragia di consensi, fanno a gara a chi è più antifascista per nascondere l’imbarazzo di aver tradito tutte le proprie promesse e di aver dimenticato le classi più popolari che rappresentavano il loro bacino elettorale. Se non è vero quello che dico allora Pier Paolo Pasolini era fascista. Se invece la sua domanda è diretta a richiedermi una valutazione sul ventennio, anche se a me piace parlare del presente e del futuro, le rispondo che il fascismo sociale ha unito l’Italia, ha costruito una patria, ha dato assistenza sociale e diritti ai lavoratori, ha realizzato grandi opere, ha, unico governo nella storia, sconfitto la mafia, poi fatta rientrare al termine della guerra dai liberatori americani.

Lei è uno stimato professionista che lavora per un noto studio, che a Torino ha il suo peso. CasaPound quindi non piace solo ai “brutti ceffi” delle periferie, ma anche in certi ambienti più – mi passi il termine – nobili?

Vede occorre passare dal mito alla realtà. CasaPound è invero piena di stimati professionisti, non solo il sottoscritto: abbiamo medici, commercialisti, avvocati, imprenditori, periti, radiologi, impiegati di banca, psicologi. Qualcuno come me, decide di metterci la faccia, altri invece ci sostengono in maniera più riservata. Le faccio un esempio: a Torino, per presentarci alle elezioni, abbiamo raccolto tantissime firme in pochissimi giorni in tutta la regione. Ma occorrevano avvocati e notai per autenticare le sottoscrizioni. In tempo zero abbiamo messo su una squadra di una dozzina di professionisti che ha presieduto alle operazioni di raccolta. Debbo dissentire sul fatto che CasaPound piaccia solo ai brutti ceffi, è una leggenda anzi le dirò pacciamo molto alle mamme ed alle nonnine!

Che impatto ha avuto CasaPound sul mondo delle professioni? Perché affascina non solo i “ragazzotti della birreria più odiata di Torino”, l’Asso di Bastoni di via Cellini, ma anche persone differenti?

CasaPound è, prima di tutto, un’associazione di promozione sociale che si mette ogni giorno a disposizione dell’Italia e degli italiani. In questo senso abbiamo costituito una rete di professionisti che, me lo lasci dire, gratuitamente si mette a disposizione, garantendo elevati standard qualitativi, delle persone che hanno problemi che richiedono l’intervento di un professionista. E’ una naturale evoluzione del nostro desiderio di fare del bene: non solo collette alimentari o acquisto di vestiario e libri di testo per minori in difficoltà, ma anche assistenza legale, consulenze contabili, psicologica. Qualcuno, e l’espressione devo dire mi piace molto, ci ha definito il Sindacato degli italiani.

Lei che in passato ha frequentato la destra tradizionale, come mai è passato all’estrema destra? Per delusione?

No guardi, qui la devo proprio correggere. Il problema delle etichette e delle nomenclature proprio non va. CasaPound non è un movimento di estrema destra. Le definizioni come destra e sinistra ci sono sempre state strette. Pensi che oggi – proprio per l’intensa attività sociale che pratichiamo, 365 giorni all’anno, ci votano persino i residenti delle periferie di Torino che hanno sempre strizzato l’occhio ad una sinistra che però ormai non esiste più. La verità è che siamo rimasti gli unici a fare determinati tipi di attività sociale e, in questo senso, abbiamo riempito il vuoto lasciato dalla sinistra e incarnato i valori del M.S.I. tanto che molti di coloro i quali frequentavano negli anni 70 gli uffici MSI di Corso Francia hanno oggi la nostra tessera. A noi non importa che uno sia di destra o di sinistra, se ama la nazione ed è disposto a difenderla è il benvenuto.
Il centrodestra è fuffa, peggio è truffa. Hanno governato con Renzi, con Monti, hanno tradito tutte le promesse elettorali. Salvini, Meloni e Berlusconi si sono più volte disprezzati e ora invece sono di nuovo amici per la pelle, anzi per la poltrona. Ma, a ben vedere non sono queste le ragioni che mi hanno portato ad abbandonare il centrodestra. Sono andato via perché ho notato che in quegli ambienti molti cercavano nella politica la propria affermazione personale, mentre credo che la propria affermazione personale uno la debba cercare nella vita di tutti i giorni, magari nel lavoro o nella famiglia ma non nella politica che è e resta un servizio a favore della comunità. Là ci si scannava per un posto nella direzione nazionale, c’erano correnti interne che si ostacolavano a vicenda. In CasaPound invece ognuno è consapevole del fatto che dopo il 4 marzo tornerà a fare esattamente quello che faceva prima ossia il bene del Paese e degli italiani, sia che si venga eletti, sia che non si venga eletti. Mi avevano chiesto di restare, mi sono state offerte cariche ma ho voluto dare un messaggio di come va intesa la politica e devo dire che non sono stato il solo esponente di un partito di centrodestra a passare in CasaPound. Qui è chiaro a tutti che CasaPound è qualcosa di più dei singoli individui che la compongono.

“Nè fronte rosso nè reazione”, era uno degli slogan di Terza Posizione, che sicuramente conoscerà molto bene. CasaPound può essere la terza posizione di qualcosa e se è si di che cosa?

Bella domanda, suggestiva, ma ci vorrebbe troppo tempo. Diciamo che a parte la differenza di contesti tra l’Italia di oggi e quella in cui tali parole d’ordine venivano pronunciate, credo in effetti che Cpi rappresenti una terza via tra una sinistra apertamente globalista e una destra che sa fare solo finto sovranismo.

Cosa è vero di voi e cosa ritiene falso in quello che viene riportato dai media?

Alcuni mass media hanno tutto l’interesse a far confusione: stiamo scomodi a tutti gli organi di potere, tanto al centrodestra che vede lo spostamento dei loro voti verso di noi, tanto al centrosinistra che cerca di arginare l’avanzata dei 5 stelle riscoprendo l’antifascismo militante. Recentemente sono stati ricostruiti in maniera del tutto fantasiosa i rapporti tra CasaPound Ostia e il Clan degli Spada e non è servito a nulla prendere sin da subito le distanze e condannare il gesto di un soggetto che non ha mai avuto nulla a che fare con noi e si è persino cercato di addossarci la responsabilità morale della sparatoria di Macerata. Sul primo punto ricordo a tutti che l’unica parentesi storica nella quale la mafia venne sconfitta fu proprio quella del ventennio e che l’unica forza politica che è rimasta estranea al fiume di fango uscito da “Mafia Capitale” è proprio CP che è stata definita incorruttibile. Sul secondo aspetto la invito a considerare che siamo una forza tranquilla, equilibrata, raffinata. Ci difendiamo in tutti i modi, anche fisicamente, solo se attaccati. Insomma non siamo un gruppo di reietti sediziosi, di pazzi terroristi, di teste calde in cerca di bravate. Il velleitarismo ribellistico estremista non ci interessa, non ci attrae, non ci piace. Noi vogliamo essere protagonisti del nostro tempo, non comparse in uno spettacolo il cui copione sia stato già scritto assegnando a noi la parte dei cattivi, degli eversivi, degli invasati, dei fanatici.
Di vero c’è quello che neppure i giornali che strizzano l’occhio ai potenti possono nascondere, ossia il nostro essere un movimento che intende ridare dignità, forza e volontà a un popolo estenuato ed esangue. Agiamo nella società circostante con una sola volontà che si esprime in mille voci a cui sempre più spesso i giornali danno spazio: mostre, conferenze, gruppi di studio, sperimentazioni artistiche, concerti, centri di aggregazione, comunità giovanili, palestre, volontariato, sindacalismo, provocazioni mediatiche.

Veniamo a Torino: la sua e la nostra città. Lei avvocato al ballottaggio ha votato Piero Fassino o Chiara Appendino?

Ovviamente mi sono astenuto.

Siete stati tra i primi a manifestare un certo dissenso contro Appendino. Dove sta sbagliando la sindaca e la sua amministrazione?

Guardi, sono in difficoltà, non sono proprio da dove cominciare. Come sa seguo alcuni dei danneggiatti più gravi di Piazza San Carlo. Nel corso delle inchieste sono emerse responsabilità che mi limito a definire delicatissime. Quindi la valutazione che posso darne come avvocato è critica ma, proprio per il mio ruolo di difensore, non voglio dire altro. Sul piano politico invece mi pare chiaro che siamo amministrati dai classici politicanti e parolai, in oltre un anno di gestione hanno fallito miseramente su tutta la linea: le palazzine dell’ex-moi sono ancora terra di nessuno, ricettacolo di spacciatori e clandestini, San Salvario è assediata da pusher, così come il parco del Valentino. Torino è in balia di spaccio e degrado, di questo passo ci vorranno anni per rimediare ai danni. Hanno fatto la rivoluzione a suon di menù vegani nelle scuole o promettendo lavoro a immigrati e rom. Fasciatoi in Comune per aiutare le famiglie con figli?! Ma è normale fare politica in questo modo. Io ho tre figli e le posso dire che non ho visto un solo provvedimento di favore di questa amministrazione nei confronti di quei pochi italiani che decidono di mettere su famiglia. Anzi, hanno aumentato le tariffe per la sosta in zona ZTL ai residenti (io da 45 Euro/anno sono passato a 180 Euro/anno), mentre poi Giordana veniva intercettato mentre chiedeva ai vertici GTT di far togliere una multa ad un amico, travolgendo il mito dell’onestà dei 5 stelle. E ancora stanno estendo la zona blu fino ai confini della città e persino nelle aree limitrofe agli ospedali, battute dai parcheggiatori abusivi che solo noi di CasaPound allontaniamo fisicamente con cadenza mensile. Per non parlare delle questioni emerse relativamente al bilancio della Città.

Salotti buoni della città e periferie: un binomio esplosivo. In quale percentuale CasaPound Torino è presente in queste realtà?

Guardi siamo presenti in maniera assolutamente capillare nelle periferie perché è lì che i residenti ci segnalano la maggior parte dei problemi. Ormai non chiamano neppure più le forze dell’ordine che per fenomeni di micro criminalità spesso non riescono ad intervenire. Chiamano direttamente noi che, nell’organizzare le passeggiate per la legalità ed invitando i residenti a scendere in strada, diamo la dimostrazione che i quartieri possono essere riconquistati. Circa il centro, molto meno problematico delle periferie, anche se solo pochi giorni fa abbiamo raccolto centinaia di siringhe infette nel tossic park di Corso Sommelier, le posso dire, come detto poco sopra, che nonostante Torino sia molto borghese è assolutamente rilevante la presenza di professionisti che amano la tartaruga. Si ricorda la squadra di professionisti che abbiamo costituto per lo svolgimento delle attività burocratiche finalizzate a presentarci alle elezioni? E’ tutta residente in centro e, come direbbe qualcuno, fa parte della Torino bene. Saranno preoccupati che di questo passo pure il centro si trasformi in terra di nessuno.

In questa campagna elettorali lei sta molto in mezzo alla gente, nei mercati e nelle strade: cosa le chiedono le persone che incontra e come si raffrontano con il suo partito?

In molti si fermano a chiacchierare, specie gli indecisi o gli sfiduciati dalla politica. Devo dire infatti che non vi è più diffidenza rispetto al nostro movimento. Ai nostri banchetti ci sono giovani volenterosi e persone di esperienza e questo facilita il contatto. Devo dire che c’è molta esasperazione, specialmente per le tematiche legate alla microcriminalità che modifica in senso peggiorativo la qualità della vita e poi i grandi temi del lavoro e della disoccupazione giovanile, di una generazione che sta invecchiando senza avere né casa, né figli.

Ad oggi è quanto mai difficile percepire dai sondaggi come sia realmente messa CasaPound, visto che non tutti hanno il “coraggio” di ammettere di votarla. Sarete la sorpresa di queste elezioni? E questo potrebbe avvenire anche a Torino a quasi due anni dalla sorpresa Appendino?

Me lo auguro, era così anche per l’MSI che prendeva milioni di voti. I sondaggi si sono chiusi attestando un po’ dappertutto CasaPound ad un passo dalla soglia di sbarramento. Vedremo, con la consapevolezza che il nostro è un percorso ormai irreversibile e che quindi continueremo a fare quello che facciamo tutti i giorni indipendentemente dalle poltrone che, ne sono certo, prima o poi conquisteremo.

Ha visto il film “Sono tornato”? Se tornasse Mussolini oggi come verrebbe accolto secondo lei, degli italiani?

Ancora non ho avuto modo. Tra il serio ed il faceto le posso dire però che il Duce sembrerebbe essere tra i personaggi più amati dagli italiani. E non sto scherzando.

In passato si è molto parlato di rapporti tra destra estrema e certa massoneria deviata. Oggi ritiene che in certe stanze di Piazza Vittorio Veneto possano emergere interessi nei vostri confronti?

Tendo a escluderlo nella maniera più assoluta e credo che sia semmai l’estrema sinistra nemica dei popoli e degli stati a far gola a certe oligarchie globaliste, con cui ha molti più punti di contatto ideologici.

Avvocato Arnone qual è la domanda che non le ho fatto a cui però avrebbe voluto rispondere?

Non mi ha chiesto nulla della mia vita privata e allora le dico che sono sposato e che ho tre splendidi bimbi e che quando qualcuno mi chiede “ma chi te lo ha fatto fare” gli rispondo che che è per loro che lo faccio.