La sindaca di Torino Chiara Appendino si è presentata questa mattina a Palazzo di Giustizia la ripresa dell’udienza preliminare per il caso Ream dove è chiamata in causa per reati di falso e abuso d’ufficio.

Una vicenda legata ad un debito di cinque milioni non iscritto nel primo bilancio della città di Torino targato Movimento Cinque Stelle. Denaro destinato alla caparra per l’acquisizione dell’area Ex Westinghouse.

Imputati con Appendino anche l’assessore al Bilancio Sergio Rolando, il dirigente del Comune di Torino Paolo Lubbia e l’ex capo di gabinetto della sindaca Paolo Giordana, accusati anch’essi, dai pm Marco Gianoglio ed Enrica Gabetta, di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio. Un’inchiesta nata dopo l’esposto presentato in Procura dal capogruppo del Pd Stefano Lo Russo e dal consigliere di opposizione Alberto Morano.

L’udienza si è svolta a porte chiuse ed è stata dedicata alle discussioni delle perizie contabili che riguardano il rendiconto 2016 e il bilancio di previsione del 2017 del Comune di Torino. Dopo l’esposizione degli esiti della perizia, disposta dal gip Alessandra Pfiffner, l’udienza è stata aggiornata a metà ottobre.

Appendino ha preferito entrare ed uscire da un ingresso secondario del Palazzo di Giustizia. In aula non è intervenuta.