Continua a Ivrea il processo sulla morte per amianto di tredici ex operai della Olivetti, l’azienda un tempo leader nel settore delle macchine da scrivere e dell’elettronica. Con quattro imputati in meno: in un caso, quello di Silvio Preve, ex capo del servizio centrale di sorveglianza dell’azienda, è stata accolta l’istanza di astensione presentata dal gup Cecilia Marino. Questa scelta segue quella del gup Alessandro Scialabba (astenutosi dopo essere stato ricusato dai legali di un imputato) e del collega che avrebbe dovuto sostituirlo, Giuseppe Salerno, poi sospeso dal Csm a seguito di una condanna per abuso d’ufficio.
Per Preve l’udienza del processo-stralcio si è tenuta davanti al giudice Rossella Mastropietro, che l’ha rinviata al prossimo 21 maggio per l’esame delle costituzioni di parte civile.
L’ex dirigente è imputato per la morte di un dipendente, Silvio Vignuta, e deve rispondere di omicidio colposo.
Per altri tre imputati, Sergio Lupo, Enrico Pesatori e Piera Rosiello, invece è valsa la loro «provata incapacità di stare in giudizio» per gravi patologie: il gup si è riservato di valutare la loro posizione il prossimo 26 novembre.
Il processo per i morti d’amianto alla Olivetti è iniziato lo scorso 22 aprile al Tribunale di Ivrea. Alla sbarra, insieme all’ex presidente Carlo De Benedetti, ci sono tutti gli ex vertici dell’azienda, che rispondono a vario titolo di omicidio colposo e lesioni. Tra gli imputati figurano anche l’ex co-amministratore delegato di Olivetti ed ex ministro “tecnico” Corrado Passera e l’ex ad, attualmente presidente di Alitalia, Roberto Colaninno.