di Giulia Zanotti

E’ ufficialmente iniziato il quinquennio di governo del Movimento Cinque Stelle a Torino.

Infatti, con la convalida dei consiglieri eletti e il giuramento della sindaca Chiara Appendino si è aperto il primo consiglio comunale della nuova era, a un mese esatto di distanza dal ballottaggio che consegnava le chiavi della città al M5s rilegando il Pd al ruolo di opposizione dopo 20 anni alla guida di Torino.
Tante facce nuove, emozionate come il primo giorno di scuola, ma anche alcuni nomi noti, da Stefano Lo Russo che ha presieduto l’apertura dei lavori in quanto consigliere anziano, fino al sindaco uscente Piero Fassino. Oltre ai ritorni di nomi come Roberto Rosso, sfidante di Sergio Chiamparino nel 2001. Manca invece, come già annunciato, Giorgio Airaudo, che ha presentato le dimissioni lasciando il posto ad Eleonora Artesio.
Novità anche nella disposizione dei banchi in Sala Rossa, dove la maggioranza grillina siede alla destra della poltrona del sindaco, mentre il Pd conserva i banchi alla sinistra che sono stati suoi nei cinque anni passati e per i quali nelle settimane scorse era nata una vera e propria contesa.
A aprire la prima seduta l’Inno di Mameli seguito dal giuramento della sindaca Chiara Appendino che appoggiando la mano sulla Costituzione italiana ha recitato la formula consueta: “Giuro di osservare lealmente la Costituzione Italiana”.

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Poi la votazione per il presidente del consiglio comunale, individuato al secondo turno in Fabio Versaci, già consigliere della circoscrizione 7 ed attivista NoTav: «Per me è un grande onore ricoprire questo ruolo che so essere molto importante e complesso. Ho compiuto 29 anni qualche giorno fa e in questo consiglio mi sento di rappresentare la parte di città che oggi si mette in gioco nella politica per dare un’opportunità a quel 44 per cento di giovani che non studiano e non lavorano», ha detto Versaci, che, figlio di operai, prima di queste elezioni era disoccupato.
«Quest’aula è composta in gran parte da persone che per la prima volta rivestono un ruolo istituzionale. Saremo in molti a dover prendere confidenza con i meccanismi e le regole che sovrintendono il funzionamento della macchina comunale. Molto probabilmente sbaglieremo ma questo non indebolirà certo la spinta ad apprendere tutto ciò che è necessario» ha proseguito nel suo discorso il presidente del Consiglio Comunale, subito rimbeccato dal capogruppo Pd Stefano Lorusso che ha ribadito come «Noi siamo la minoranza, non l’opposizione». I nuovi vicepresidenti sono per la minoranza Enzo Lavolta, ex assessore all’Ambiente della giunta Fassino, e per la maggioranza la pentastellata Serena Imbesi