di Giulia Zanotti

E’ durata poco più di mezz’ora la prima giunta dell’era Appendino al Comune di Torino. Dalle 9.45 alle 10.20 la sindaca e i suoi assessori hanno definito le linee programmatiche delle prossime settimane.
La prima decisione della nuova giunta è la costituzione di parte civile del Comune di Torino nel processo per l’omicidio di Bruno Caccia che si aprirà domani in Corte d’Assise a Milano. Il procuratore generale torinese ucciso il 26 giugno del 1983 il cui presunto assassino, il panettiere Rocco Schirippa, è stato arrestato lo scorso dicembre. La sindaca Appendino ha telefonato personalmente alla figlia di Caccia, Paola che per lungo tempo si è battuta per una riapertura delle indagini, per comunicare la decisione dell’amministrazione.
Ma nei trenta minuti c’è stato modo di iniziare a disegnare i nuovi assetti della macchina comunale e di dare il via a quelle sforbiciate di budget annunciate in campagna elettorale. Infatti, con una delibera di indirizzo è stato stabilito il taglio del 30 per cento delle spese per lo staff di sindaco e assessori: a ciascuno spetterà un solo staffista e un addetto stampa. Mossa già annunciata in campagna elettorale per poter così ottenere i cinque milioni da investire in fondi per le imprese e per i giovani.
Confermati invece due dirigenti della vecchia amministrazione. Il comandante dei vigili Alberto Gregnanini, già prossimo alla pensione, che è stato prorogato il tempo necessario per un bando pubblica che scelga il suo successore. Contratto prolungato anche per Valter Cavallaro, architetto dirigente del settore Arredo Urbano che resterà al suo posto fino alla chiusura del bando emanato dal Governo per interventi di riqualificazione urbana nelle periferie.