La procura di Torino ha chiuso l’inchiesta sul presunto ricatto che l’ex portavoce Luca Pasquaretta avrebbe messo in atto nei confronti della sindaca Chiara Appendino.

Secondo la ricostruzione della Procura Pasquaretta avrebbe minacciato Appendino di rivelare segreti sulle inchieste giudiziarie in cui era coinvolta per riavere un lavoro. E diventando di li a poco portavoce del viceministro all’economia Laura Castelli.

Oltre a Pasquaretta risultano indagati per concorso in peculato l’ex presidente operativo della Fondazione per il libro, Mario Montalcini, e il vicecoordinatore generale della dirigenza del Comune di Torino, Giuseppe Ferrari.

Gli inquirenti avrebbero ricostruito anche alcuni casi di presunta corruzione, in cui il Pasquaretta avrebbe utilizzato la sua posizione per favorire alcuni sui amici imprenditori. Le accuse formulate nei suoi confronti vanno dal peculato (per la vicenda Salone del Libro), corruzione e traffico di influenze.

L’inchiesta era nata da quei cinque mila euro che Pasquaretta avrebbe intascato per una consulenza con il Salone del Libro nel 2017 che secondo la Procura sarebbe stata fantasma
“Se parlo io qui viene giù tutto” avrebbe detto Pasquaretta al telefono con l’assessore comunale Alberto Sacco. Frase, secondo gli inquirenti, detta più volte sempre a Sacco.