Quando le Circoscrizioni 1 e 3 presentarono unitamente l’idea di intitolare all’Unione Europea il nuovo ponte nei pressi della stazione di Porta Susa, immaginavano di certo ben altro che l’ennesima bagarre istituzionale scaturita in queste ore tra Comune ed enti decentrati.

L’idea originale era infatti di sfruttare l’occasione dell’apertura del nuovo collegamento tra corso Matteotti e via Cavalli per unire non solo due circoscrizioni vicine e afflitte in quell’area da un traffico molto insistente, ma anche e soprattutto dare valore a quel tratto stradale che unisce e permette il passaggio di pedoni, ciclisti e veicoli.

Un passaggio, ma non solo. Un ponte, ma non solo. Perché un ponte è molto più di un tratto di strada, è un collegamento, tra persone, idee, tradizioni e ricchezze culturali. Unisce e mette sullo stesso piano due territori.
Questa la base da cui partì l’idea di intitolare con tale nome il nuovo ponte, un luogo che permettesse di incarnare quei principi che fanno dell’Unione Europea una speranza ad oggi assai concreta quanto in bilico e sempre nel mirino delle cronache moderne.

Sull’onda di questi principi, i consigli unanimi delle due Circoscrizioni approvarono la proposta di intitolazione, affinché la commissione Toponomastica potesse prendere in carico l’idea, di lì a poco divenuta concreta, fino all’evento di apertura contestuale all’intitolazione prevista per il giorno 5 aprile appunto.

La conferenza dei capogruppo comunali opportunamente e tempestivamente decide però di rinviare l’evento per rispettare il lutto della famiglia di Beatrice, ragazzina investita dal treno in arrivo al binario di Porta Susa proprio in quelle stesse ore.

La sindaca e il suo gabinetto di regia, con un coup de théâtre magistrale, decidono di aprire e inaugurare questa mattina alle 11 il ponte, smentendo la volontà degli stessi capogruppo e scavalcando le Circoscrizioni, fornendo l’alibi dell’utilità pubblica e di non tenere inutilizzata un’opera già terminata.

Superando per l’ennesima volta la cortesia istituzionale e il rispetto del decentramento che ormai non fa più notizia nel regno sabaudo, la sindaca oggi inaugurerà il tratto di strada, il Ponte Unione Europea che al momento non avrà questo nome, ma solo dei cartelli stradali coperti da teli neri pronti a essere rimossi in un’altra cerimonia, quando ormai automobilisti, ciclisti e pedoni lo avranno soprannominato passaggio Cavalli, o via Matteotti, giusto per darsi un riferimento e capire in quale tratto di strada si trovino.

Si perde così l’ennesima occasione per mettere da parte la visibilità e parlare di contenuti, tra cui il rispetto nei confronti di una tragedia avvenuta proprio poche ore prima, e la possibilità di affinare alcune criticità sollevate più volte dalle circoscrizioni in merito alla sicurezza stradale e agli arredi urbani con cui è stata terminata l’opera.