Per il pubblico ministero Vincenzo Pacileo alla base della tragedia di piazza San Carlo, c’è la superficialità e la frettolosità.

Era il 3 giugno 2017, quando, durante la proiezione della finale di Champions League Juventus-Real Madrid, scoppiò il caos. Oltre 1550 i feriti e due donne morirono in seguito per le lesioni riportate.

Scrive il magistrato nella memoria depositata a sostegno della richiesta di nove rinvii a giudizio, tra cui la sindaca di Torino Chiara Appendino:  «La ragione di fondo dei tragici eventi del 3 giugno deve essere ricercata innanzi tutto nella frettolosità (pur avendo la sindaca “tweettato” che i preparativi erano in corso da “settimane” per garantire sicurezza e ordine) e nella superficialità dell’organizzazione da parte di tutti gli attori a vario titolo coinvolti e inoltre nella mancanza di effettivo, efficace e intelligente coordinamento tra essi».

«Inoltre – continua Pacileo – ciascuno di costoro non ha interpretato l’adempimento dei propri compiti in maniera rigorosa, oculata e attenta, permettendo che si desse corso a una catena di errori, inesorabile nella sua disastrosa sequela, affidandosi e non fidandosi di quanto altri aveva predisposto».