Pubblichiamo integralmente la relazione conclusiva della commissione d’inchiesta dei consiglieri di minoranza Enzo Lavolta, Stefano Lo Russo, Silvio Magliano, Roberto Rosso: 

Le motivazioni alla costituzione e le funzioni
Come noto, l’esigenza di procedere alla costituzione di una Commissione Consiliare Speciale di indagine, ai sensi degli articoli 73, 23 e 24 del vigente regolamento del Consiglio Comunale di Torino, è nata dalla necessità di accertare le eventuali responsabilità in capo all’Amministrazione Comunale in ordine ai tragici fatti che hanno profondamente scosso la città di Torino e l’opinione pubblica la sera del 3 giugno 2017. Più di 30 mila tifosi, provenienti da tutte le regioni d’Italia, hanno infatti assistito in Piazza San Carlo alla proiezione su maxi schermo della finale di Champions League Juventus – Real Madrid. Un momento che doveva rappresentare una festa e che si è drammaticamente trasformato in tragedia. Alla dolorosa morte di Erika Pioletti, travolta dalla calca e venuta a mancare dopo 12 giorni di agonia, si affiancano infatti i 1.526 feriti che hanno dovuto ricorrere
– in diverse condizioni di gravità
– alle cure sanitarie garantite dai soccorritori e dalle strutture ospedaliere cittadine.
Questi fatti hanno pertanto indotto una larga parte delle forze politiche presenti in Consiglio Comunale a richiedere che si procedesse, con determinazione e celerità, allo svolgimento di una doverosa e capillare attività ispettiva e di controllo da parte dell’Organo medesimo. Alla luce di quanto emerso nel corso dei lavori della Commissione, si ritiene di poter confermare l’utilità e l’opportunità di tale scelta.
Unanimemente, infatti, è stato riconosciuto come l’Amministrazione Comunale, in relazione alla propria potestà regolamentare ed organizzativa, possa e debba provvedere al più presto ad un incisivo riordino della struttura organizzativa, nell’ambito della gestione degli eventi promossi dalla Città di Torino, e delle procedure legate all’incolumità dei partecipanti, con particolare attenzione al necessario coordinamento con le autorità di Pubblica Sicurezza operanti sul territorio.

Cronologia ed impostazione lavori

Come si può facilmente constatare, le audizioni hanno costituito lo strumento primario del lavoro della Commissione: esse hanno interessato le principali figure con responsabilità e competenze esecutive e gestionali, nonché con funzioni direttive ed apicali all’interno della macchina comunale, ed hanno consentito di raccogliere il maggior numero di informazioni dai responsabili delle Aree e dei Servizi coinvolti, a vario titolo, nell’evento oggetto di indagine. In tal senso risulta doveroso evidenziare l’ampia collaborazione da parte dei soggetti auditi e degli uffici comunali di volta in volta interpellati.
La richiesta di proroga della data di chiusura dei lavori della Commissione, dal 7 luglio 2017 al 21 luglio 2017, si è resa necessaria per consentire, al termine delle audizioni, di esaminare e riordinare il materiale acquisito ed al fine di procedere alla stesura della presente relazione finale.
Per tutte le sedute è stato predisposto un servizio di stenotipia, registrazione audio e di trascrizione integrale delle audizioni; materiale reso disponibile in formato elettronico e consegnato ai Commissari nell’arco di pochi giorni tramite cruscotto elettronico.
Le riunioni si sono svolte con regolarità, contraddistinte da un clima di piena collaborazione, senza peraltro rinunciare ad una costante dialettica interna. Il Presidente si è impegnato affinché fosse garantito a tutti i Commissari un adeguato spazio di intervento, mentre ad ogni istanza e proposte avanzate è stata assicurata piena considerazione. Doveroso è, non ultimo, il ringraziamento al Segretario Generale dott. Mauro Penasso, al Vice-Segretario Generale dott. Flavio Roux ed agli Uffici del Servizio Centrale del Consiglio Comunale per la preziosa collaborazione prestata.
La Commissione Comunale di indagine sugli incidenti di Piazza San Carlo è stata costituita con deliberazione del Consiglio Comunale n. 02253/002 del 12/06/2017. Essa si è insediata in data 13 giugno 2017, con durata prevista fino al 7 luglio 2017 e successivamente prorogata fino al 21 luglio 2017 in virtù della deliberazione del Consiglio Comunale n. 02744/002 del 10 luglio 2017.
La Commissione era composta dai Consiglieri:

Enzo LAVOLTA (Presidente), Cataldo CURATELLA (Vicepresidente), Marco CHESSA, Valentina SGANGA, Francesco SICARI, Carlotta TEVERE, Stefano LO RUSSO, Silvio MAGLIANO, Fabrizio RICCA.

Con deliberazione del Consiglio Comunale n. 02431/002 del 26 giugno 2017 si è proceduto alla sostituzione del Consigliere Ricca Fabrizio (dimissionario) con il Consigliere Roberto Rosso quale membro espresso dalla minoranza.
La Commissione si è riunita per n. 13 sedute, nel periodo compreso tra il 13 giugno 2017 ed il 21 luglio 2017. Di tali sedute, 9 sono state destinate ad audizioni.

13/06/2017

Insediamento ed organizzazione lavori convocata a voce durante capigruppo del 12/6/2017 con espressa deroga alle disposizioni dell’art. 133 del regolamento del Consiglio Comunale;

14/06/2017

Audizione di Giancarlo REVELCHIONE – Dirigente Programmazione LL.PP. – Vigilanza Locali e Pubblico Spettacolo;

20/06/2017

Audizione di Chiara APPENDINO – Sindaca della Città di Torino;

Audizione di Paolo LUBBIA – Direttore Servizio Centrale Gabinetto Sindaca e Risorse Finanziarie;

21/06/2017

Audizione di Paolo GIORDANA – Capo Gabinetto Sindaca e Portavoce;

23/06/2017

Audizione di Ivo BERTI – Comandante Vicario Corpo Polizia Municipale;

27/06/2017

Audizione di Fulvio TRUCANO – Commissione Provinciale di Vigilanza; Audizione di Giorgio VILLANI – Commissione Provinciale di Vigilanza; Audizione di Mauro AGALIATI – Coordinatore Tavolo Tecnico 31 maggio 2017; Audizione di Chiara BOBBIO – Responsabile eventi di soggetti terzi/Gabinetto Sindaca e Componente tavolo tecnico 31 maggio 2017;

28/06/2017

Prosecuzione lavori della Commissione

30/06/2017

Audizione di Paolo CAMERA – Dirigente Area Ambiente; Audizione di Claudio SPINOGLIO – Vigile Urbano; Audizione di Maurizio RAFAIANI – Presidente Associazione Nucleo Provinciale Protezione civile Carabinieri; Audizione di Federico LUCCHESI – Volontario Associazione Radio Soccorso Torino; Audizione Reginaldo ROSSETTO – Volontario Associazione Protezione Civile; Audizione Umberto GALATI – Volontario Gruppo Comunale;

04/07/2017

Audizione di Alberto SACCO – Assessore della Città alle politiche del lavoro, Commercio, Sportello Imprese;

Audizione di Alberto GREGNANINI – Staff della Sindaca; Audizione di Marco SGARBI – Dirigente Corpo Polizia Municipale;

05/07/2017

Audizione di Gian Mario MORELLO – Segretario Nazionale Sindacato CONSAP; Audizione di Salvatore FORNUTO – Segretario Provinciale Sindacato CONSAP di Torino;

07/07/2017

Audizione di Antonio RINALDI – Amministratore Delegato ditta HYDRA SERVICE

11/7/2017

Prosecuzione lavori della Commissione

21/7/2017

Conclusione lavori della Commissione

Relazione

La tragedia di Piazza San Carlo si poteva evitare? Partono da questa domanda a fronte di una vittima e di oltre 1.500 feriti le nostre considerazioni conclusive dell’Indagine condotta dalla Commissione Consiliare. Una interminabile sequenza di approssimazioni, omissioni, de- responsabilizzazioni, scaricabarile che ha caratterizzato l’intera vicenda. A partire dalla sua preparazione, passando per la sua gestione fino anche al dopo- evento.
Una modalità preparatoria e gestionale della serata del 3 giugno, quella emersa nel lavoro della Commissione, ancora più grave se si considera lo scenario internazionale in cui si sviluppano i fatti in relazione alla costante minaccia terroristica che colpisce con sempre maggior ferocia e determinazione in diverse aree del mondo.
I protagonisti che a vario titolo non hanno esercitato il loro ruolo, quelli che lo hanno fatto male, quelli che banalmente si sono disinteressati delle cose di cui avrebbero dovuto occuparsi, classificano gli eventi di Piazza San Carlo del 3 giugno come una delle più stupefacenti ed emblematiche storie italiane di sciatteria e approssimazione politica e amministrativa.

LA PREPARAZIONE

Di organizzare qualcosa in occasione della Finale della UCL la Città parla con Juventus già prima, in occasione della mancata e poi rimandata festa dello scudetto del 21 maggio. La Società si dichiara disponibile a sostenere i costi in forma di sponsorizzazione. Non risulta che nessuno della Città abbia mai proposto alla Juventus l’utilizzo dello Stadium per la visione della partita. Una decisione, quella di organizzare la visione della finale della UCL in Piazza San Carlo il 3 giugno, che viene presa in una riunione convocata solo 7 giorni prima, il 26 maggio 2017. Una riunione convocata dal Capo di Gabinetto dott. Paolo Giordana su mandato della Sindaca e da lui presieduta e governata. La riunione si svolge nei suoi uffici a Palazzo Civico. Giordana è un funzionario in staff, privo delle funzioni dirigenziali senza alcun potere di firma su nessun atto. Durante la riunione Giordana convoca, telefonicamente, il Presidente di  un Ente partecipato come Turismo Torino, il dott. Maurizio Montagnese. Per puro caso Montagnese si trova nei pressi di Palazzo Civico. È con l’Assessore al Turismo e Commercio Alberto Sacco, suo Assessore di riferimento politico nell’Amministrazione. Paolo Giordana, una volta giunto Montagnese presso la riunione che è già iniziata, gli comunica, verbalmente, che “la Città” ha deciso che deve essere Turismo Torino ad occuparsi della gestione operativa dell’allestimento della Piazza San Carlo per la finale di UCL. L’incarico, l’affidamento, avviene quindi così, verbalmente. Si dice che si era fatto così già nel 2015 per l’altra finale UCL. Ma non è così. Secondo l’Assessore Alberto Sacco, presente per caso, anche lui per caso, alla riunione del 26 maggio 2017 negli Uffici di Giordana, l’accettazione verbale in quella sede da parte di Montagnese equivale a tutti gli effetti, a suo modo di vedere, ad un incarico formale della Città.
I giorni per mettere in piedi la macchina organizzativa sono ormai solo sei. Così, proprio così. Un evento che coinvolge decine di migliaia di persone, in una delle piazze auliche più importanti della Città, che avrebbe richiamato centinaia di giornalisti e avrebbe proiettato Torino su un palcoscenico internazionale viene deciso proprio con questa modalità, sei giorni prima.
Nessun dirigente comunale con potere di firma partecipa alla riunione in cui si assume la decisione. L’Assessore Sacco, che ha la delega ai rapporti con  Turismo Torino, passa di lì per caso. La cosa, a suo parere, non lo riguardava per niente né era suo compito valutare ma riguardava, invece, la Sindaca in quanto Assessore con delega ai grandi eventi. Fine della trasmissione. Non viene istruita una deliberazione della Giunta Comunale o anche solo un qualunque altro atto formale scritto di incarico a Turismo Torino come, invece, avvenne nel 2015. Così, in questo modo, parte una macchina organizzativa per un evento di quella portata. Nei giorni immediatamente successivi gli Uffici comunali si mettono al lavoro. Operano a stretto contatto tecnico e organizzativo con Turismo Torino e i professionisti incaricati affinché l’allestimento della manifestazione si svolga al meglio condividendo alcune decisioni operative e organizzative dell’allestimento della piazza. La Juventus e Jeep vengono coinvolte dagli Uffici della Città e da Turismo Torino per la copertura delle spese sostenute da quest’ultimo Ente che, a sua volta, incarica un professionista, l’Arch. Bertoletti, per la predisposizione del progetto necessario alla realizzazione dell’evento.
Turismo Torino presenta in data 29 maggio la richiesta del patrocinio della Città. Il giorno dopo, 30 maggio, la Giunta Comunale, su proposta di Appendino, delibera che “..per seguire insieme in diretta la partita Turismo Torino, di concerto con la Città e con gli organi preposti alla sicurezza, posizionerà in piazza San Carlo un maxischermo ed eventuali strutture finalizzate alla gestione del pubblico presente” concedendo il patrocinio e inoltre “approva gli allestimenti atti a permettere la visione condivisa in diretta della Finale di Champions League Juventus/Real Madrid sabato 3 giugno 2017 in Piazza San Carlo in deroga espressa alle limitazioni previste dall’art. 23 c.7, del regolamento comunale COSAP (n.257) vigente”.
Il 31 maggio, solo 3 giorni prima, si tiene il Tavolo tecnico presso la Città. Si analizzano i diversi aspetti autorizzativi ma non si affronta nello specifico il tema della sicurezza della piazza. I rappresentanti della Questura in quella sede comunicano tuttavia che è necessario chiudere la piazza e installare presidi fissi per il controllo dell’accesso alla piazza. Il tutto viene relazionato subito dopo al Dott. Paolo Giordana che afferma di assicurare il raccordo politico degli Uffici con la Sindaca. Per la serata del 3 giugno non risulta sia mai stato riunito il Tavolo Provinciale per la Sicurezza e l’Ordine pubblico in Prefettura. Mai.
Non ci sono riunioni operative interforze tra i diversi corpi di polizia per verificare il tema della sicurezza dei cittadini che parteciperanno all’evento. Se mai sono state fatte, la Polizia Municipale non vi ha mai partecipato. Non vi sono indicazioni politiche di alcun tipo da parte dell’Assessore con delega alla Sicurezza, che, all’epoca dei fatti, è la stessa Chiara Appendino. Non ci sono indicazioni politiche sull’esigenza di emettere una qualche forma di ordinanza antivetro o specifiche forme di contrasto all’abusivismo commerciale né dalla Sindaca, né dall’Assessore con la delega al Commercio Alberto Sacco, né da altri componenti della Giunta. Non vengono emesse specifiche ordinanze sul punto. Tuttavia la Sindaca Chiara Appendino, sul suo profilo Facebook alle 20.21 del 3 giugno, pochi minuti prima dell’inizio della partita, ricorda ai torinesi e ai tifosi venuti da fuori che sarà possibile vedere la partita sul maxischermo in Piazza San Carlo dichiarando che: “Vi assicuro che tanti cittadini sono al lavoro da settimane per garantire sicurezza e ordine per quella che deve essere, comunque vada una serata di festa”. Molti cittadini… da settimane…
Il comandante della Polizia Municipale risulta non aver mai interloquito sull’organizzazione e la sicurezza della finale UCL del 3 giugno con il suo Assessore di riferimento, Appendino appunto, in nessun modo. Mai interloquito. Mai parlati, neanche telefonicamente. Non prima, durante le fasi organizzative. Non durante i fatti di quella notte mentre la Sindaca è a Cardiff e neanche dopo. I due infatti si rivedono direttamente in Prefettura al mattino dopo, il 4 giugno. Al Comandante non verrà chiesta una relazione sui fatti. Da nessuno. Lui la predispone perché apprende “dai giornali” che la si attenderebbe. Viene invece convocato telefonicamente da Paolo Giordana in Prefettura la mattina stessa del 4 giugno, 25 minuti prima dell’inizio della riunione.
Non si ha accesso agli ordini di servizio della Polizia Municipale relativi alla numerosità e alla localizzazione dell’organico di Polizia Municipale disponibile nelle giornate del 3 e del 4. Sono informazioni queste secretate dall’indagine della Procura della Repubblica di Torino. Si tratta di un week-end e quindi gli organici disponibili sono già strutturalmente ridotti. Il 3 giugno c’è la finale di UCL ma il giorno dopo, il 4, è infatti già previsto il blocco del traffico e pertanto parte del personale disponibile è certamente assegnato a quel servizio.
Il 3 giugno la Sindaca è a Cardiff a vedere la partita. Il suo Vice, Guido Montanari, posta sul suo profilo Facebook la foto sfocata della sua bicicletta da corsa in una delle pause della sua pedalata tra Torino e Pietra Ligure. Nella linea di comando seguono l’Assessore Marco Giusta e poi Sonia Schellino. Chiara Appendino non ha dato disposizioni particolari a nessuno per coprire la sua assenza. Non è dato sapere dove si trovassero gli Assessori quella sera. Nessuno, salvo Alberto Sacco che sappiamo essere a Cardiff a vedersi la partita. Il mattino del 3 giugno la Commissione Provinciale di Vigilanza, organo deputato al formale via libera dell’allestimento, effettua il sopralluogo di rito. Emette 19 articolate prescrizioni. Tra le altre cose, secondo la CPV, occorre che eventuali esercizi di somministrazione di alimenti e bevande debbano essere regolarmente autorizzati e che gli accessi al parcheggio sotterraneo debbano essere presidiati al fine di garantirne l’utilizzo in caso di necessità. Secondo la Polizia Municipale questa funzione di presidio non rientra tra i compiti di controllo della viabilità ad essa assegnati.
Queste 19 prescrizioni vengono dattiloscritte a valle del sopralluogo presso la Prefettura e sottoscritte dal dott. Dosio, delegato dal Prefetto. Sono indirizzate a tre enti: la Città, la Questura e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.
Secondo gli Uffici Comunali del suolo pubblico la verifica del rispetto delle prescrizioni della CPV, cui è subordinata la validità dell’autorizzazione al suolo pubblico medesimo, è demandata alla Polizia Municipale. I tifosi iniziano ad arrivare e a posizionarsi sotto il maxischermo. Arrivano da tutta Italia. Arrivano già alle 8 del mattino, com’era capitato nel 2015 e come era prevedibile, secondo gli Uffici. Hanno frigo e bevande con sé. Alle 14.30 circa, ora di inizio dei filtraggi della Polizia ai varchi della piazza, sono già molte migliaia all’interno della piazza stessa. I rappresentanti della Questura, che nel corso della mattina comunicano telefonicamente agli Uffici della Città che sarebbero arrivati nel primo pomeriggio, quando giungono sul posto valutano di non farli uscire per controllarli e farli rientrare.
Nell’attesa dell’evento a mano a mano che passano le ore si posizionano i volontari delle associazioni della Protezione Civile a presidio dei serbatoi SMAT e in altri punti predefiniti. Chi coordina queste operazioni delle Associazioni di Protezione Civile è l’ufficio preposto della Città. L’Associazione ex-Carabinieri, una delle quattro associazioni di Protezione Civile presenti quella sera, coadiuva la Polizia Municipale nella gestione del traffico, anche se non se ne ravviserebbe il bisogno. Il traffico intorno alla piazza è blando e i tifosi arrivano a piedi.
Nel pomeriggio all’interno della piazza si assiste ad una situazione surreale. Numerosi venditori abusivi con carrelli pieni di bottiglie di vetro sono nella piazza, all’interno dell’area cui si dovrebbe accedere solo attraverso i varchi pedonali che sono presidiati dalle Forze dell’Ordine sul perimetro. Ai varchi si effettuano le perquisizioni, si tolgono i tappi alle bottiglie in plastica, si usano i metal detector. Dentro la piazza, invece, per ore e ore carrelli pieni di bottiglie in vetro circolano tra la folla. Che nel frattempo cresce e si surriscalda in vista del match. Gli abusivi vengono identificati, alcuni anche più volte. Non si opera però nessun sequestro. Gli abusivi non vengono fatti allontanare, sono invitati verbalmente a farlo.
Nella piazza che è completamente presidiata e filtrata dalla Forze  dell’Ordine sul suo perimetro entrano, circolano tra la folla ed escono carrelli pieni di bottiglie in vetro. I carrelli passano dal parcheggio interrato. I varchi del parcheggio non sono presidiati adeguatamente. Questo avviene per ore. Erano bottiglie di vetro. Avrebbe potuto essere altro. Molto più pericoloso.
La Presidente dell’Ascom Maria Luisa Coppa, già nel primo pomeriggio, alcune ore prima dell’inizio della finale, telefona allarmata per segnalare il problema all’Assessore Sacco che si trova a Cardiff per vedere la partita. Gli segnala la questione degli abusivi in piazza. Sacco tranquillizza la Coppa dicendole che ne avrebbe parlato con la Sindaca davanti a un caffè. Il colloquio tra i due a Cardiff avviene. Sacco comunica alla Sindaca la segnalazione dell’Ascom e Chiara Appendino gli conferma che ne è già al corrente e che se ne è già occupata. Dopodichè Sacco torna a vedersi la partita.
All’inizio della partita la piazza è stracolma di gente, piena di vetri rotti sul selciato. La raccolta del vetro avviene solo all’esterno del perimetro. All’interno della piazza, saturata “a tappo” dai tifosi contro il maxischermo posizionato tra le due chiese di Via Roma, è impossibile qualunque accesso veicolare.

L’EVENTO

Verso la fine della partita tre ondate di panico scatenano un vero inferno. I tifosi in preda al panico si accalcano, si calpestano, cadono e vengono schiacciati. Tre ondate, a distanza di 3 minuti la seconda dalla prima e di circa 10, ben 10 minuti, tra la seconda e la terza. Le transenne vengono divelte dalla spinta dei tifosi e diventano, con i vetri in terra, causa di ferite anche molto gravi. È il caos. La gente inizia a scappare e, a mano a mano che la piazza si svuota, appare evidente uno spettacolo agghiacciante. Centinaia di feriti in terra, bambini che si sono persi, persone in stato confusionale, sangue, scarpe, zaini e feriti anche gravi da curare. Il bilancio finale sarà di una vittima e 1.526 feriti. Ma questi sono quelli registrati presso gli ospedali cittadini e dell’area metropolitana. In realtà è verosimile che siano molti di più. Poteva essere una strage.
Chi è lì ed è in grado di farlo fornisce il suo aiuto. La Protezione Civile, le Forze dell’Ordine. L’ex-Comandante dei Vigili Alberto Gregnanini sta guardano la partita alla tv a casa sua. Apprende della cosa dalla tv e arriva in piazza. Da poco è andato in pensione ed è entrato a far parte dello staff della Sindaca Appendino per occuparsi di Sicurezza su alcuni progetti specifici. È lui che avvisa il suo collega in staff Paolo Giordana. Non parla mai con la Sindaca che nel frattempo è a Cardiff. Viene convocato per la riunione l’indomani in Prefettura dal Prefetto stesso, nel frattempo accorso sul luogo. Non dalla Sindaca che non lo cerca. Così come la Sindaca non cercherà mai neanche il Comandante dei vigili dott. Berti. I soccorsi sono resi molto difficili dal numero esorbitante di feriti, alcuni molto gravi.

IL POST-EVENTO

All’1,24 del 4 giugno la Sindaca Appendino, da Cardiff, annuncia con un suo post sulla sua pagina Facebook che la domenica ecologica prevista per il giorno è revocata. Domenica ecologica prevista da una delibera della Giunta Comunale e dai successivi atti dirigenziali attuativi. Appendino non comunica nulla al dirigente responsabile dell’ordinanza del blocco, Paolo Camera, e al comandante della Polizia Municipale Berti. Non lo fa nessun Assessore e non lo fa nessuno del suo staff. Entrambi, Camera e Berti, lo apprendono dal sito internet del Comune la mattina successiva. A quel punto gli agenti di Polizia Municipale, inizialmente previsti a presidio del blocco del traffico in Città, vengono dirottati dai loro superiori sull’area di libero scambio in via Carcano.
La Sindaca Appendino rientra in Italia nella notte. Si reca in Prefettura insieme alle altre autorità. Al termine della riunione viene fatta una conferenza stampa.

CONCLUSIONI

Difficile trarre delle conclusioni a valle di quanto ricostruito. La mole di errori, omissioni, valutazioni sbagliate e approssimazioni è talmente grande che sotto questo profilo diventano addirittura quasi difficilmente ricostruibili nel loro complesso. Non competeva alla Commissione di Indagine valutare i profili di responsabilità civile e penale in capo ai singoli soggetti, pubblici ufficiali o incaricati di pubblici servizi, che, a vario titolo, hanno contribuito con i loro comportamenti, le loro azioni, le loro omissioni e i loro ritardi a determinare quanto avvenuto. Questo è un compito della Magistratura cui, siamo convinti, questa ricostruzione potrà comunque essere utile in questo difficile lavoro. Idem per quanto concerne eventuali profili di responsabilità patrimoniale in campo ai singoli e relativa al risarcimento dei danni alle vittime.
La Commissione di Indagine avrebbe dovuto valutare cosa non ha funzionato invece sotto il profilo politico e amministrativo. Sul primo punto, quello politico, alla luce del quadro che è emerso e che è stato ricostruito le considerazioni conclusive sull’adeguatezza al ruolo dei diversi soggetti che hanno contribuito alla tragedia del 3 giugno diventa difficile addirittura esprimerle. Preferiamo che a tirare le conclusioni sia ciascun lettore di questa relazione. Lasciamo quindi il giudizio politico sul fatto che chi guida certi processi e ha certi ruoli sia davvero all’altezza di farlo a chi ha letto questa relazione.
Ognuno tiri le sue conclusioni.
Con chiarezza invece pensiamo di ritenere che occorra mettere mano, e velocemente, alla macchina organizzativa comunale. Le recenti trasformazioni degli organigrammi e dei processi funzionali interni alla Città di Torino della scorsa primavera hanno dimostrato la loro totale e assoluta inadeguatezza al primo banco di prova minimamente significativo. Lo scopo della Commissione  di Indagine era ricostruire i fatti per mettere in evidenza cosa non è funzionato nella macchina comunale e nelle filiere di comando politiche e amministrative in modo da mettere in campo i correttivi necessari affinchè simili episodi non si verifichino più in futuro.
I risultati del lavoro hanno scoperchiato un tale livello di inadeguatezza che questo ripensamento non solo è indispensabile ma assume i caratteri di estrema urgenza.
Il secondo elemento riguarda un deficit strutturale di programmazione. Anche su questi elementi occorrerà avviare una efficace riflessione critica e una energica azione correttiva.

Stefano Lo Russo
Silvio Magliano
Roberto Rosso
Enzo Lavolta

 

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