E’ approdata oggi in aula la discussione sulla delibera per la ricognizione e alienazione delle società partecipate del Comune di Torino. Una delibera importante che, in parte, consegue alle nuove indicazioni della cosiddetta Legge Madia, ovvero il Testo Unico delle società partecipate.
La delibera serve a indicare quali partecipate siano strategiche, quali no, e quali provvedimenti adottare: riorganizzazione, alienazione, ecc.
Il Piano di revisione straordinaria della partecipate del Comune di Torino, nella accezione 5stelle, è tuttavia solo un elenco di dismissioni da far impallidire il più acceso liberista economico: si cede, infatti, di tutto e di più.
Le partecipazioni oggetto di cessione saranno: 2I3T SCARL , CEIPIEMONTE SCPA, CSP SCARL, ENVIRONMENT PARK SPA, FINPIEMONTE SPA, I3P SCPA, IPLA SPA, CAAT SPA; praticamente tutti gli incubatori di sviluppo, il centro agroalimentare, la Finpiemonte della Regione.

La giunta Appendino sembra quindi rinunciare a qualsivoglia ruolo guida su sviluppo e occupazione. Inoltre saranno cedute la società Ceva Garessio Albenga spa, l’Agenzia di Pollenzo, la Banca popolare Etica scpa, la Finanziaria centrale del latte spa, Finpiemonte partecipazioni spa, FSU spa, Sagat spa; in particolare queste ultime due ristrutturazioni significano che si avvia la cessione di quote della Multiutilities IREN (di cui FSU è Holding) e la totalità dell’aeroporto di Torino.

Insomma, una vera manovra pesante che non affronta i problemi di sviluppo dei settori industriali dei servizi pubblici (ambiente e trasporti) ma che sembra solo voler far cassa (in particolare con Iren/FSU e Sagat). LEGGI QUI

Una delle stranezze osservata dalle opposizioni è proprio il fatto che nella delibera non si parla di società importanti: nulla si dice, per esempio, di società con problemi contingenti come GTT s.p.a. o dello sviluppo della filiera ambientale.
Dal dibattito non sono emerse in modo chiaro le motivazioni di tali scelte: se poche settimane fa la Giunta spergiurava che si trattasse di un obbligo di legge, oggi più di un consigliere pentastellato affermava candidamente che le alienazioni avverrebbero per fare cassa e in fretta.
Cassa o obbligo, dunque? Sembra accreditarsi sempre di più la prima ipotesi. Pare infatti che in una recente riunione di maggioranza pentastellata la Giunta abbia convinto i consiglieri 5stelle a votare questo atto minacciando che in difetto, ci sarebbero stati problemi sulla tenuta dei conti. Infatti, nel pacchetto di saldi stagionali l’unico piatto ghiotto è FSU, che in pancia ha le azioni della quotata IREN. Soldi necessari non per ridurre il debito, ma per salvare il bilancio 2017 e 2018 della Appendino da squilibrio certo; esso infatti è pieno (approvato a maggio 2017) di oneri di urbanizzazione, multe e entrate straordinarie che probabilmente non verranno mai conseguite.

Sembra passato un secolo da quando la allora consigliera Appendino attaccava Fassino per le dismissioni decise dalla sua giunta (LEGGI QUI). Oggi lei stessa va ben oltre. E dire che solo due settimane fa la maggioranza pentastellata ha approvato la delibera che confermava gli equilibri di bilancio.

Delle due l’una: o gli equilibri ci sono e queste dismissioni non servono, oppure gli equilibri in realtà non ci sono e questa delibera è frutto di una improvvisazione pericolosa che fa conto sulle alienazioni per salvare la baracca. Ma la Corte dei Conti, ormai invocata in aula a sproposito un po’ su tutto, ha già messo il fiato sul collo sulle confuse strategie dei conti dell’assessore Rolando.