Perché il miglior segretario regionale del PD sarebbe, a mio giudizio, Mauro Marino? Me lo sono chiesto anche in ragione dell’amicizia che mi lega da anni a Monica Canalis, che stimo moltissimo e con la quale ho lavorato quando era responsabile della Formazione per il PD piemontese. Ho trovato almeno cinque ragioni in risposta a questa domanda:

La prima è che quando la candidatura di Mauro è stata presentata lo si è fatto indicandola come una candidatura “unitaria” o almeno così mi era stato detto e devo dire che questa definizione era allora sembrata plausibile non solo a me ma a molti dei miei conoscenti. Poi non lo è stata più, ma questo a dimostrazione di quanto bisogno ce ne fosse. Se c’è qualcosa di cui dentro al PD c’è bisogno questo è proprio l’unitarietà, cioè il fare qualcosa per una volta tutti insieme senza dividersi!

La seconda è che sento da molto tempo dire dai giornalisti e dagli stessi politici: “Largo ai giovani…..” ed essendo arrivato ai settanta la frase comincia a sembrarmi un poco uno stereotipo. Sono assolutamente convinto che bisogna dare fiducia e responsabilità ai giovani, per utilizzarne l’energia e l’entusiasmo che, avendo meno anni sulle spalle, questi possiedono fisicamente e mentalmente, però c’è spazio e spazio. In altre parole il fare spazio dipende anche dai ruoli, dalle competenze e dalle caratteristiche personali che per svolgere un certo incarico si debbono possedere. Pensate per un attimo se al posto di Mattarella ci fosse DiMaio……E il segretario regionale è un poco un coordinatore, che deve possedere esperienza, relazioni, equilibrio, capacità di mediare ottenendo consenso senza imporlo. Deve avere un’immagine conosciuta ed accettata ed aver dimostrato di saper governare una barca di grandi dimensioni  senza farle correre rischi.

La terza è che Mauro è un economista con esperienza e competenze anche in tema di lavoro e per il Piemonte questo è, deve essere il tema centrale, per rispondere ai NoTav, per non rinunciare alle competizioni internazionali cui i territori europei come il Piemonte dovranno abituarsi, con coraggio e competenza piuttosto che andarsi a nascondere. La mozione Marino ha poi una esplicita vocazione europea, ipotizzando un futuro ed uno sviluppo che non possono non essere legati al futuro dell’Unione Europea ed essere motori, attraverso le competenze e la ricerca, di quella trasformazione di cui l’Europa ha enormemente bisogno e che può venire anche dai territori come il Piemonte nei quali esistono risorse di altissima qualità.

La quarta è che sento dire “basta con il Torino-centrismo” e Mauro è da tempo un esponente politico a livello nazionale con esperienze  anche internazionali, spesso impegnato su compiti come il Bilancio nei quali non si può non acquisire una visione allargata e complessiva, spesso indotto a ragionare raccogliendo e confrontando informazioni di diversa provenienza. La sua mozione prende in considerazione le diverse aree di cui la nostra Regione si compone e, rispettandone le caratteristiche, muove verso una collaborazione ed una innovazione che potrebbero ottenere risultati importanti in termini di sviluppo e di vera occupazione (quella che non nasce dai proclami ma dalla creazione di ricchezza e di risorse produttive).

La quinta, infine, è che una mozione congressuale non deve essere trasmessa via Twitter, non deve essere scritta per disturbare il meno possibile gli elettori, per cercare invece di delineare un percorso centrato sul Piemonte e sui suoi bisogni ai quali un partito deve saper guardare, in primo luogo conoscendoli e poi, organizzandosi, lavorare per fornire le risposte adeguate e necessarie. Che la mozione di Mauro sia estesa su ben quattordici pagine rappresenta per me un elemento di coraggio e al contempo di fiducia nei confronti dei destinatari del documento proposto.

Per questo voterò per Mauro Marino e invito tutti a fare altrettanto