Oltre 30 mila persone. A Torino da molto tempo non si vedeva una manifestazione così. A Torino non si è mai vista una manifestazione così contro l’amministrazione che governa la città.

Un’altra cosa per cui probabilmente verrà ricordata Chiara Appendino, già entrata nella storia per aver sconfitto il centrosinitra dopo decenni.

Tra il popolo che chiede che Torino vada avanti (già, perché non era solo una manifestazione Sì Tav) c’era l’opposizione Pd. Senza bandiere come stabilito dagli organizzatori. «In piazza c’è la gente che vuole la Torino di sempre, quella attrattiva e dinamica con le ambizioni di una grande città. Uomini e donne di ogni ceto sociale e credo politico che rifiutano il declino a cui rischia di essere condannata la nostra città», commenta con i cronisti l’ex sindaco, oggi parlamentare, Piero Fassino.

«La piazza ha mandato un messaggio forte alla giunta Appendino e al Governo – ha aggiunto Fassino – non si può deprimere una grande città come Torino rinunciando alla Tav. La saggezza dovrebbe portare la Sindaca e l’esecutivo a tenere conto di questa piazza, magari anche non insultarla come qualcuno ha già fatto».

Per quanto riguarda l’analisi costi e benefici sulla Tav Fassino sostiene che «in questi anni ne sono state fatte almeno undici dall’Unione europea, dalla Regione, dai precedenti governi, dall’Osservatorio sulla Tav. Sta diventando una foglia di fico. Se non vogliono fare la Tav lo dicano chiaramente, senza rifugiarsi dietro un presunto esame abbondantemente fatto, che ha già dimostrato come i benefici siano più dei costi. Mi auguro che il buon senso prevalga e chi ideologicamente si oppone a tutto si renda conto del rischio di un simile atteggiamento».

Stefano Lo Russo, capogruppo del Pd in Sala Rossa, e Mimmo Carretta, segretario metropolitano dei Dem, firmano insieme una nota a chiusura della manifestazione: «Una grande mobilitazione per i Sì che servono a Torino. Appendino dimostri davvero di aver capito, smetta di scappare e torni in Sala Rossa a dire con noi Sì, a cominciare dalla Tav. Le decine di migliaia di torinesi che oggi sono andati in Piazza Castello lo hanno fatto con rispetto, con garbo ma con molta determinazione. Una manifestazione per il Si alla Tav Torino-Lione ma anche per tutti i Si che in questi anni di governo di Appendino e del M5S sono stati cancellati. I Sì che vogliono i torinesi sono i Sì alla cultura, alle manutenzioni degli spazi pubblici, alle grandi opere e ai grandi eventi come le Olimpiadi, alla metropolitana e alle infrastrutture che ci connettano con il resto dell’Europa. Sono i Sì al lavoro, i Sì ad un modello di sviluppo che non fa assistenza e beneficenza ma che investe e crea lavoro e occupazione».

«Serve un cambio di rotta. La sindaca smetta di fuggire dalle sue responsabilità. Non basta più parlare, bisogna agire. Torino non può permettersi di perdere altro tempo. Dice, solo adesso e dopo essere stata travolta dalla partecipazione di oggi di essere aperta al dialogo? Bene, inizi dal dire Si alla Tav, ascolti la piazza di oggi, ascolti le sue richieste. Una piazza, una Città, che ha garbo, rispetto delle istituzioni ma che non vuole essere trattata da stupida e che non si fa più infinocchiare da vuoti discorsi sulla partecipazione o sull’ascolto. Vuole fatti. Chiari e soprattutto, dopo tutto il tempo già perso, li vuole in fretta».

Allora Sindaca Appendino, facciamo così: torniamo rapidamente in Aula per votare un documento che dica Sì alla Tav. Un documento semplice e senza ambiguità e ricomponiamo la frattura profonda che avete creato. Dimostri di aver capito davvero cosa le sta chiedendo Torino. Questo quello che serve adesso. Sennò quello che dice è solo fuffa e retorica che speriamo, almeno oggi, abbia compreso hanno stufato i torinesi», concludono Carretta e Lo Russo.

In piazza c’era anche il senatore Mauro Laus, il quale ha ricordato che: «A Torino la giunta Appendino ha vinto perché sostenuta dalla destra e dalla Lega. E questo è un fatto. L’hanno votata sapendo bene che tra le priorità dell’agenda politica grillina certamente non c’era la Tav, altro fatto. Ora, chi sapeva si assuma la responsabilità della scelta senza fingersi indignato e ci risparmino le due parti in commedia. Stiamo assistendo al teatro dell’assurdo, atto secondo. Oggi, le dichiarazioni della Lega contano zero, come contano poco le improbabili analisi costi-benefici. Ciò che conta è il contratto di governo giallo-verde, a quello pare debbano rispondere. Dunque, a M5S e Lega non resta che incontrarsi, trovare un accordo, magari in cucina, tanto la loro “cucina” degli impasti e dei pasticci” non ha orari, è sempre aperta».

Chi non c’era perché impegnato in Valle Mosso, nel biellese, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è Sergio Chiamparino. Ma non sono mancate le sue parole sulla giornata: «La manifestazione di oggi ha inequivocabilmente chiarito che Torino e il Piemonte vogliono la Tav, e vogliono il collegamento con l’Europa, senza barriere».

«A questa piazza il Governo deve dare risposte chiare, inequivocabili e in tempi rapidi, perché la pazienza e la disponibilità a sentire un giorno una cosa e l’altro giorno il suo contrario, stanno finendo», afferma il presidente della Regione Piemonte.

«Una manifestazione enorme in piazza a Torino a favore della Tav. E non solo per la Tav, ma contro la sindaca Appendino e contro i M5s. Oggi si sancisce la fine del grillismo torinese», plaude in una nota, il leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Partito Democratico.